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Antonio Sorgentone si fa vivo, non sono fuggito: notizia gonfiata, solo una lite tra amici

ottobre 18
17:16 2019

Non c’è stata denuncia



Antonio Sorgentone, il pianista abruzzese durante uno show.

“Chi mi conosce sa che non sono un tipo litigioso. È stata una semplice lite tra amici durata 2 minuti scarsi, che si è scatenata per futili motivi all’interno di un locale della capitale a tarda notte”.

Antonio Sorgentone, 39 anni, pianista di Giulianova (Teramo), si fa vivo sulla sua fanpage di Facebook e spiega l’accaduto, rimbalzato in queste ore su quotidiani online e cartacei: il pianista abruzzese avrebbe accoltellato ad un gluteo un suo collega, Mirko Dettori, 42 anni, all’Ellington Club di Roma la notte di mercoledì scorso.  

Nessuna fuga 

“Ci tengo a precisare che non c’è stata nessuna fuga da parte mia – dice il pianista vincitore dell’Italia’s Got Talent 2019 – ma, come da prassi quando si scatena un parapiglia in un locale, ho ritenuto opportuno allontanarmi per far calmare le acque”.

“Subito dopo l’accaduto, ho anche sentito Mirko per sincerarmi delle condizioni”, prosegue il pianista nel post, il quale gli “ha assicurato di non aver riportato gravi danni”.

Nessuna denuncia

“Mirko mi ha assicurato che da parte sua non c’era nessuna volontà di fare denuncia o sfruttare l’accaduto con i giornali”, riferisce inoltre Sorgentone.

“Per questo – prosegue – sono rimasto stupito per com’è stata gonfiata la notizia con i titoloni sui giornali che gridano addirittura all’accoltellamento o alla fuga”.

Le scuse al pubblico: ho sbagliato 

“Chiedo scusa a tutti per l’accaduto”, conclude nel post l’artista, ringraziando “per i tanti messaggi che mi avete mandato diffidando da tali notizie. Consapevole di aver comunque sbagliato ma vi assicuro che la notizia è stata enormemente gonfiata dalle agenzie di stampa, tant’è che io e Mirko siamo rimasti amici”.

Insomma, un episodio da vero e proprio protagonista del rock: selvaggio, anticonformista e ribelle. Come amava esibirsi sul palco il suo mito Jerry Lee Lewis.