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Baby gang delle sigarette: dapprima le rubavano e poi le smerciavano vicino alle scuole di Lanciano

aprile 20
20:43 2018



Fossacesia (Chieti): baby gang delle sigarette scoperta dalla Polstrada di Lanciano.

Dapprima le rubavano dal distributore automatico preso di mira a Fossacesia (Chieti) e poi le smerciavano ai coetanei delle scuole di Lanciano: la Polstrada, Distaccamento di Lanciano, ha messo fine ai furti della baby gang di ragazzi italiani, di età compresa tra 15 e 18 anni, che sottraevano sigarette dalla macchinetta esterna di una rivendita di Tabacchi.

Sono una decina di giovani, due sono stati identificati e denunciati alla Procura del tribunale dei minori dell’Aquila.

L’operazione si è protratta per alcune settimane, dallo scorso mese di marzo. L’esercente non si era accorto subito dei furti, i sospetti sono nati quando sono iniziati a mancare decine di pacchetti di sigarette

Fossacesia (Chieti): baby gang delle sigarette scoperta dalla Polstrada di Lanciano.

I ragazzi avevano perfezionato il modo di rubare la merce: dopo aver provocato la rottura del sistema di protezione di uno sportellino interno, invisibile a chiunque dall’esterno, tornavano di sera tra le 21 e le 22 e, infilando una mano sotto il distributore, lo “specialista” di turno riusciva a sbloccare il flusso dei pacchetti dai diversi canali di approvvigionamento. Solitamente mancavano due o tre pacchetti di sigarette alla volta, ma in un colpo solo i ragazzi sono riusciti a portar via anche 30/40 pacchetti.

Fossacesia (Chieti): baby gang delle sigarette scoperta dalla Polstrada di Lanciano.

Il bottino complessivo, accertato in nove diversi episodi criminosi, ammonta a circa 1.500 euro.

Le indagini degli agenti della Polstrada di Lanciano sono state coordinate dal Sovrintendente Capo Renato Menna: “Per le identificazioni dei due giovani sono stati determinanti i filmati estrapolati dal sistema di videosorveglianza presenti nelle attività commerciali”. 

“Gli altri componenti della baby gang sono in attesa di completa identificazione – riferisce Menna al Tgmax – ma sono tutti italiani”.