Appalti a Tagliacozzo, arrestato il sindaco

Immagine anteprima YouTubeLanciano, servizio Tgmax 31 marzo 2016. Tagliacozzo: il sindaco di Tagliacozzo Maurizio Di Marco Testa è stato arrestato dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Avezzano sull’affidamento di appalti pubblici. La procura ipotizza reati che vanno dalla tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, “In Marsica la situazione è allarmante”. Ai domiciliari il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Tagliacozzo Gianpaolo Torrelli, di Celano, l’architetto Carlo Tellone e l’assessore alla Cultura Gabriele Venturini. Dodici gli indagati.
Tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale: queste le ipotesi principali di reato che hanno portato all’arresto del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, rinchiuso nel carcere di Avezzano. I dettagli sono stati illustrati in conferenza stampa, vietata alle riprese delle telecamere, dal procuratore della Repubblica di Avezzano Andrea Padalino. Destinatari del provvedimento di custodia cautelare, richiesto dal pubblico ministero Roberto Savelli, sono anche il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Tagliacozzo, Gianpaolo Torrelli, di Celano, l’architetto Carlo Tellone e l’assessore alla Cultura Gabriele Venturini, tutti e tre ai domiciliari. L’inchiesta della Procura di Avezzano riguarda appalti pubblici, gare, organizzazione e patrocini ad eventi. Tra queste il Festival di Mezza Estate e il raduno motociclistico in piazza dell’Obelisco.
Gli altri indagati sono: il vicesindaco Angelo Poggiogalle, l’assessore Antonio Amicucci, l’ex segretario comunale Giampiero Attili, Franco Pasquini, di Lanciano, concessionario dell’ippodromo, Anna Calzetta dell’ufficio urbanistica, Antonio Mastroddi e Luigi Mastroddi. Sottoposti a divieto di esercitare l’attività di impresa Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Alessandro Di Michele e Mauro Volpe di Barisciano. I carabinieri più volte avevano acquisito a Palazzo di città atti riguardanti le tematiche al centro dell’inchiesta. I carabinieri hanno depositato in Procura anche gli atti relativi alla scuola da realizzare “con urgenza” negli edifici dell’ex Pretura, e l’affidamento alla srl Carrera, che ha in gestione fino al 2035 l’ippodromo dei Marsi. E poi gli atti relativi all’affidamento dell’incarico di progettazione dei lavori della scuola elementare “Bevilacqua”, quelli relativi all’affidamento dell’incarico di progettazione dei lavori di ampliamento del cimitero di Tremonti. Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio scorsi sotto l’abitazione del sindaco erano state incendiate le sue tre auto di famiglia. L’episodio destò molto scalpore anche tra la cittadinanza che partecipò in massa ad una manifestazione pubblica indetta dallo stesso Comune.
“La situazione in Marsica è allarmante, questi tipi di reati sono diffusissimi, in tutta Italia” ha commentato il procuratore di Avezzano, aggiungendo di aver “ricevuto moltissimi esposti di cittadini che denunciano fatti del genere”. Durante l’incontro con la stampa, nella sede della compagnia dei Carabinieri di Tagliacozzo, il procuratore ha parlato anche di un’intercettazione di una telefonata tra il primo cittadino ed uno degli indagati nell’inchiesta nella quale Di Marco Testa descrive l’incendio delle sue auto, avvenuto nel febbraio scorso, come una buona occasione per mostrarsi in vista delle prossime elezioni ed in cui accusa gli investigatori di svolgere indagini a suo carico per altri fini. “Le indagini sull’incendio – ha precisato il procuratore Padalino – proseguono al massimo livello”.
I carabinieri di Tagliacozzo sono stati coordinati dal capitano Edoardo Commandè.

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