Festival John Fante, tra migrazioni e radici

John Fante (8 aprile 1909, Denver, Colorado - 8 maggio 1983, Los Angeles, California)


Torricella Peligna (Chieti), 27 luglio 2016 – Ruota attorno alla migrazione, all’identità e al valore delle radici la XI edizione del John Fante Festival – Il dio di mio padre, la manifestazione letteraria internazionale a ingresso gratuito in programma dal 19 al 21 agosto nel piccolo comune abruzzese di Torricella Peligna, del quale è originaria la famiglia del celebre scrittore americano autore di Chiedi alla polvere. Nell’ambito del festival, che creerà un ponte tra passato e attualità attraverso presentazioni di libri, musica, incontri e letture, verrà assegnato anche il Premio Opera Prima: finalisti tre giovani talenti, Gesuino Nèmus, Simona Garbarini e Marco Peano.

John Fante, scrittore e sceneggiatore statunitense

Oltre ai giornalisti Riccardo Iacona, Pino Scaccia e Carlo Paris, agli scrittori Ryan Gattis e Giordano Meacci (finalista al premio Strega 2016) e al gran finale con “La banda della posta” (un complesso di anziani musicisti di Calitri, paese di origine della famiglia di Vinicio Capossela, anche lui figlio di migranti e molto legato alla sua terra), la manifestazione ospiterà anche la figlia di Fante, Victoria, e ricorderà l’altro figlio dello scrittore, Dan, scomparso nel 2015.

Locandina del Festival John Fante - il Dio di mio padre

“John Fante – scrive la direttrice artistica Giovanna Di Lello presentando l’evento – continua a ispirare innumerevoli artisti in tutto il mondo e il nostro Festival Letterario “Il dio di mio padre” è pronto ad accoglierli. In questa XI edizione ospiteremo lo scrittore losangelino Ryan Gattis, fantiano fino al midollo, tanto che “Chiedi alla polvere” se l’è tatuato sulla schiena. Presenteremo il suo ultimo romanzo e con lui avremo l’opportunità di riflettere sui fatti di cronaca accaduti negli USA in queste settimane e sul problema razziale. Ma l’attualità sarà presente, nelle tre giornate del festival, anche grazie agli interventi dei giornalisti Riccardo Iacona e Pino Scaccia”.
“A caratterizzare questo nostro appuntamento torricellano – prosegue Di Lello – sono le collaborazioni che stiamo cercando di moltiplicare ogni anno per condividere il nostro percorso culturale, tra queste ci sono la Fondazione Cesare Pavese con la quale leggeremo “La confraternita dell’uva” con un brindisi a tarda notte, la Fondazione Luciano Russi con cui affronteremo il tema dell’emigrazione italiana e ricorderemo la tragedia di Marcinelle, a 60 anni dall’incidente, e lo Sponz Fest di Vinicio Capossela, di cui proporremo il progetto musicale della Banda della Posta e un lungo abbraccio commosso a John e Dan Fante. Ed è – non a caso – a quest’ultimo, il nostro caro amico Dan che ci ha lasciati lo scorso novembre, che la nostra manifestazione è dedicata. Una XI edizione, quindi, riflessiva e ricca di appuntamenti, con più di 60 ospiti, tutti che guardano con complicità al nostro nume tutelare, al padre di Arturo Bandini, su cui sono incentrate le letture della figlia Victoria – conclude la direttrice artistica – tratte dai diari inediti della madre Joyce. Come sempre, un’edizione da non perdere”.

Questa voce è stata pubblicata in Cronaca, Cultura e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.