Foruncoli del presidente e censura, D’Alfonso: “la prossima volta mi ci siedo sopra”

Immagine anteprima YouTubeLanciano, servizio Tgmax 29 dicembre 2015 – Farà discutere a lungo il siparietto straordinario, nel senso più letterale del termine, che chiude la pagina politica del 2015 in Abruzzo: in consiglio regionale, il gruppo del Movimento cinque stelle occupa il banco della giunta, con i grillini in protesta per la mancata consegna di documenti legati al Dpef, al bilancio di previsione 2016 e alla legge di stabilità in discussione in aula. Un’azione dimostrativa non gradita al governatore Luciano D’Alfonso, il quale si è reimpossessato della sua poltrona detronizzando la consigliera Sara Marcozzi, utilizzando modi tutt’altro che gentili.
“Se mi si occupa la sedia che ho conseguito attraverso il voto dei cittadini, io mi siedo sopra l’oggetto o vivente o inanimato che mi ostacola”, ha sentenziato il presidente, rimuovendo dapprima la giacca della Marcozzi e poi stracciando, con la collaborazione di un commesso, volantini e slogan che erano stati attaccati ai banchi. “Alla nostra azione dimostrativa a tutela dei soldi degli abruzzesi – rispondono i grillini abbandonando l’aula – è seguita una azione violenta da parte del governatore”. La protesta del gruppo abruzzese dei poentastellati è stata pubblicata anche sul blog di Beppe Grillo che commenta la reazione del presidente della Regione Abruzzo: “Queste immagini devono fare il giro del mondo!”. Il video in poche ore raggiunge centinaia di migliaia di visualizzazione sul web. “Da settimane nella commissione bilancio del Consiglio regionale d’Abruzzo – scirve la Marcozzi – chiediamo di conoscere i capitoli di spesa del bilancio della Regione, per far sapere agli abruzzesi come vengono spesi i loro soldi e tutelarli dall’ennesimo spreco. Niente di strano, chiedevamo solo normalità, la legittima trasparenza necessaria quando si deve discutere e votare la destinazione dei soldi dei cittadini. E questa è la risposta da parte del presidente della Regione Abruzzo. “Le immagini parlano da sole” prosegue Sara Marcozzi che aggiunge: “senza capitoli di spesa, noi non possiamo sapere come vengono spesi i soldi dei cittadini, quindi non possiamo discutere né tantomeno modificare il bilancio della Regione. È come avere uno scontrino della spesa che indica il totale ma non la lista di ciò che si è comprato”.
Pronta la replica del governatore, che non cita mai il gruppo Cinque stelle nel suo intervento: “Sono venuto per partecipare ad ogni forma di dibattito ma non all’impedimento fisico – ha detto D’Alfonso – la prossima volta cosa ci dobbiamo attendere? Il fuoco?”.
Sull’azione di protesta del Movimento Cinque stelle interviene anche l’Ufficio di presidenza del consiglio regionale: con un comunicato stampa, il presidente Giuseppe Di Pangrazio e i componenti Lucrezio Paolini, Paolo Gatti, Alessio Monaco e Giorgio D’Ignazio – stigmatizzano il comportamento dei consiglieri del M5s con la censura, “in applicazione del comma 5 dell’art. 53 del Regolamento interno per il funzionamento dei lavori del Consiglio regionale”. “Per garantire in futuro – si legge nella nota – la regolarità delle sedute consiliari, nel pieno rispetto dell’Istituzione regionale, con l’evidenza che non sarà più consentito ad alcuno di offendere né le Istituzioni né le persone”.

Questa voce è stata pubblicata in Cronaca, Politica. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.