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Caso operaio con febbre: Fiom replica all’assessore Febbo, Regione in retroguardia

Maggio 03
22:20 2020

Val di Sangro



L’Aquila: Alfredo Fegatelli e Mauro Febbo durante l’incontro sulla riapertura dell’Automotive, 22 aprile 2020.

“Errare è umano; dare la colpa a un altro ancor di più. Ancora una volta l’assessore Febbo ha perso un’occasione”.

Così la Fiom Abruzzo, con il segretario Alfredo Fegatelli, replica all’assessore regionale allo Sviluppo Economico sulla vicenda dell’operaio rimandato a casa, poiché risultato con febbre al termo-scanner.

Per Mauro Febbo l’episodio ha evidenziato “una falla rispetto al rigido protocollo nazionale del 14 marzo e quello ancora più sensibile del 9 aprile sottoscritto tra FCA e OO.SS.”.

Fegatelli accusa, Regione in retroguardia 

“Come sempre capita, la colpa è sempre degli altri e sempre dei più deboli – prosegue Fegatelli nella nota alla stampa -. L’assessore Febbo sa che ci sono lavoratori che, per andare a lavorare in Val di Sangro, escono di casa alle 3.30 di mattina e devono prendere più autobus e fare più di due ore di viaggio?”.

“Visto che la febbre non viene a comando, l’assessore – insiste il segretario Fiom – ha valutato che la temperatura corporea in due ore può subire delle variazioni? Se un lavoratore dovesse manifestare dei sintomi durante il viaggio, la Regione ha previsto quale deve essere il comportamento che si deve adottare?”.

Fiom: misurare temperatura prima del bus

“Egregio assessore, la Fiom si è sempre distinta per essere avanguardia, è lei con quella risposta difensiva che ha dimostrato di essere retroguardia. Perché non avete previsto di misurare la temperatura prima di salire sugli autobus? Perché non avete previsto di fornire un servizio immediato di diagnosi in questi casi?”.

“Non aver accolto il nostro invito a coordinarsi con il Molise – incalza Fegatelli – è stato un grave errore. Forse l’assessore pensa che il virus arrivato al confine dell’Abruzzo magicamente sparisce?”.

“Come vede noi non solo evidenziamo le criticità ma facciamo anche delle proposte”, prosegue il segretario Fiom.

“È tanto interesse delle aziende quanto quello vostro di lavorare per salvaguardare la salute dei lavoratori, e visto che voi amministratori spesso subite il fascino del mondo imprenditoriale – scrive Fegatelli – preoccupatevi almeno di salvaguardare il futuro del tessuto industriale”.

Troppa fretta per la Fase 2

L’ultima considerazione di Fegatelli riguarda l’affollamento della riviera pescarese il primo maggio: “secondo lei  – chiede il segretario Fiom – è colpa dei cittadini pescaresi o della confusione che avete generato per affermare di essere più bravi nella riapertura anticipando la FASE 2?”.