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Coding, scuole del Sangro-Aventino a convegno a Palazzo degli studi

dicembre 05
19:49 2017

Il sogno dichiarato da Rati è quello di trasformare le scuole in case dell’apprendimento. Per adesso ci si accontenta del primo posto per l’Abruzzo, tra le regioni italiane che coinvolgono il maggior numero di scuole nelle attività associate al pensiero computazionale.



Di coding e dei risultati conseguiti nelle competenze innovative si parlerà mercoledì pomeriggio, a Lanciano (Chieti), con l’associazione Rati, motore del progetto, e ovviamente con gli insegnanti e i dirigenti scolastici che hanno lavorato per preparare i cittadini del terzo millennio.

Emblematico il titolo del convegno, a Palazzo degli studi, a partire dalle ore 16, “Riconnettere l’educazione al futuro”.

Costanza Cavaliere, dirigente dell’Algeri Marino di Casoli e referente dell’Ambito 7 di Lanciano, spiega: “Una delle metafore più usate per sintetizzare le caratteristiche della nuova era culturale e tecnologica moderna è network: esso rappresenta qualcosa in più del mondo virtuale, in cui la rete è la principale espressione, in quanto sintetizza sia un modo di essere e di ragionare di fronte alla complessità delle azioni/interazioni soggettive e sociali, sia un modo di agire, relazionarsi e interpretare le diverse dimensioni dell’esperienza, fra virtuale e reale. Le nuove generazioni sono il simbolo di questa nuova configurazione socioculturale perché, grazie al rapporto esperienziale assolutamente naturale con i media, sviluppano nuove forme di ibridazione linguistica e contenutistica, maturano eclettismo cognitivo, ovvero capacità di ragionamento complesso e reticolare, ma anche flessibilità linguistica e comportamentale, abilità di adattamento alle nuove situazioni, persino impreviste, apertura al rischio e alla diversità, capacità di analisi ed osservazione delle realtà nelle sue diverse sfaccettature”.

“Il sogno che ci piacerebbe condividere – sottolinea Giovanni Di Fonzo, presidente dell’associazione RATI – è quello di trasformare le nostre scuole in case dell’apprendimento. Luoghi belli, curati, accoglienti, bene attrezzati, strutturati, con l’alunna/o messo al centro di tutta l’attività educativa, istruttiva e formativa”.

“Una mamma mi ha mandato a dire – conclude Di Fonzo – che non servono pochi che fanno tanto per cambiare le cose, ma tanti che fanno poco”. E l’iniziativa di domani serve anche a questo scopo.