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Coronavirus, i sindaci alle Asl: comunicazioni parziali, esigiamo maggiori informazioni

Marzo 24
20:26 2020

Lettera Anci



Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo.

A lamentare un “disallineamento dei dati forniti dalle varie istituzioni con evidenti ripercussioni per la loro buona gestione”, durante l’epidemia di coronavirus in corso, sono i sindaci d’Abruzzo. A scrivere la missiva, indirizzata al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alla Salute Nicoletta Verì, è il presidente Anci Abruzzo Gianguido D’Alberto, primo cittadino di Teramo. 

Con la lettera l’Anci sollecita urgentemente le “comunicazioni dei pazienti positivi al Coronavirus e in isolamento domiciliare obbligatorio ai Comuni”.

“La parzialità delle comunicazioni ufficiali finora effettuate, duole dover ribadire, non per responsabilità dei SIESP, si registra per una evidente e riconosciuta carenza sul piano della definizione di una procedura di flusso dei dati che ha coinvolto, in senso critico, l’intera filiera istituzionale della regione”. 

I sindaci hanno bisogno delle informazioni per due motivi fondamentali: organizzare la corretta raccolta dei rifiuti in relazione, scrive il presidente D’Alberto, “alle disposizioni emanate con l’Ordinanza della Regione Abruzzo sulla gestione dei rifiuti di pazienti Covid-19 e in isolamento domiciliare” e organizzare i servizi di assistenza, come da “disposizioni del Dipartimento di Protezione Civile”.

“Con rammarico”, lamenta D’Alberto, queste disposizioni non risultano pienamente applicate su tutto il territorio regionale.

Le difficoltà nella gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sono “oggettive e comprensibili”, sottolinea D’Alberto nella lettera alla Regione, ma “è necessario che ci sia una sola forma di comunicazione ufficiale, lineare, che chiarisca lo stato dei casi positivi domiciliari e ricoverati, Comune per Comune – chiede D’Alberto – oltre che le situazioni di isolamento fiduciario e quarantena obbligatoria”.

Rifiuti di utenze contagiate o in isolamento domiciliare 

I rifiuti prodotti dalle famiglie con persone contagiate o in isolamento domiciliare, come riconosciuto dall’Istituto Superiore di Sanità, sono a tutti gli effetti rifiuti speciali sanitari, “che solo in virtù dello stato di emergenza in cui ci troviamo – specifica D’Alberto – sono trattati secondo quanto stabilito dal Governo e dalla Regione, come rifiuto indifferenziato all’interno del ciclo ordinario dei rifiuti, con una serie di tutele procedimentali puntualmente individuate”. Il problema, qui, è il ritardo accumulato dalle Asl abruzzesi: è “necessario ed urgente che le ASL – scrive D’Alberto – nella procedura consegnino agli interessati il materiale di trattamento RSU dell’Istituto Superiore di Sanità e nel contempo contestualmente forniscano ai Comuni i nominativi, al fine di poter organizzare il servizio di raccolta secondo le indicazioni”.

“Ciò sarà possibile solo se l’Amministrazione, e tramite essa il Gestore, viene messa in condizione di conoscere in forma ufficiale il numero, i nominativi e gli indirizzi dei casi positivi e in quarantena obbligatoria per informare sulle modalità di raccolta e concordarne i tempi”, spiega il presidente Anci. 

Questi dati sono indispensabili anche per organizzare servizi di spesa e farmaci a domicilio che contribuiscono a tracciare nel territorio e isolare i nuclei potenzialmente problematici per la diffusione del contagio”, conclude D’Alberto a nome dei 305 sindaci d’Abruzzo.