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Coronavirus: il Governo chiude attività non necessarie, “Rallentiamo il motore produttivo del Paese ma non lo fermiamo”

Marzo 21
23:59 2020

La diretta



Coronavirus: il Governo chiude tutte le attività non necessarie, Conte “siamo a stretta finale”.

“Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo, la decisione è quella di chiudere ogni attività produttiva che non sia espressamente necessaria a garantirci beni e servizi essenziali”.

Intervento a tarda sera di Giuseppe Conte che annuncia la chiusura di tutte le attività produttive non strategiche. Quelle messe in atto sono “misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi”, dice il premier.

Sono misure “che richiederanno tempo per far vedere i loro effetti”, aggiunge. “E’ la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova”.

Le nuove misure

“Rallentiamo il motore produttivo del Paese ma non lo fermiamo. Non è una decisione facile, ma si rende necessaria oggi per poter contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia”.

Le nuove misure restrittive annunciate dal premier Giuseppe Conte sono valide, a quanto si apprende, fino al 3 aprile “Abbiamo deciso di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali“.

“Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari”, precisa il premier.

“Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Quelle rinunce che oggi ci sembrano un passo indietro domani ci consentiranno di prendere la rincorsa”.

Supermercati aperti

“Abbiamo stilato una lista dettagliata – ha detto Conte -. Continueranno a rimanere aperti tutti i supermercati, tutti i negozi alimentari e di beni di prima necessità. Non ci sarà nessuna restrizione sulle aperture – spiega il premier – invito tutti a mantenere la massima calma, non c’è ragione di fare corse agli acquisti”. Restano aperte le farmacie e le parafarmacie, saranno assicurati i trasporti.

Al di fuori delle attività ritenute essenziali, “consentiremo solo lo smart working e le attività produttive ritenute comunque rilevanti per  la produzione nazionale”.

“Rallentiamo il settore produttivo del paese ma non lo fermiamo. Ci predispone ad affrontare la fase acuta del contagio“, dice Conte.

“Il Governo interverrà con misure straordinarie che ci consentirà di rialzare la testa e ripartire quanto prima”.

“Stiamo rinunciando alle abitudini più radicate – ha detto il premier – ma non abbiamo alternative”.

“Negli ospedali, nei luoghi cruciali della vita del paese, c’è chi rinuncia e chi rischia molto di più – conclude Giuseppe Conte -medici, infermieri, forze armate, commessi, servizi dell’informazione, che si recano al lavoro con grande senso di responsabilità”.

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