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Coronavirus: lettera aperta del sindaco di Lanciano Mario Pupillo, difendiamo il nostro ospedale

Marzo 28
14:00 2020

L’ira del primo cittadino



“In queste settimane abbiamo collaborato a fari spenti, senza clamore, attivandoci in proprio per sopperire a carenze strumentali del Renzetti con un filo diretto con gli operatori”, scrive il sindaco di Lanciano (Chieti) Mario Pupillo, che in una lettera alla cittadinanza affidata al suo gruppo in Consiglio comunale, fa il punto sulla situazione dell’Ospedale “Renzetti”.

Sottrazione di 2 posti letto a Rianimazione 

“Questa collaborazione discreta e responsabile – lamenta il sindaco – è stata ripagata con una azione autoritaria della Direzione Aziendale che, senza nessun preavviso e senza condividere la scelta con la Dirigente del reparto anestesia e rianimazione di Lanciano, ha sottratto due posti letto di rianimazione per trasferirli presso l’ospedale di Chieti. Nulla di particolare e in contrario se i respiratori occorrono in altro ospedale in una situazione di emergenza, ma le modalità su come si è proceduto sono quanto meno discutibili”.

“La decisione della direzione aziendale è maturata in una riunione svoltasi ieri pomeriggio presso l’ospedale di Atessa, dove erano stati convocati dirigenti medici e tecnici ad eccezione – rivela Pupillo – della dirigente del reparto di anestesia e rianimazione di Lanciano che si è presentata autonomamente per apprendere decisioni non concordate e non preannunciate”.

Gestione autoreferenziale del dg Schael 

“La modalità di questa sottrazione evidenziano una gestione autoreferenziale del Direttore che complice una direzione sanitaria di azienda e di presidio assenti, può imperversare con decisioni senza alcun coinvolgimento e rispetto per i dirigenti del P.O. Renzetti”.

“Inaccettabile – sottolinea Pupillo – anche non essere messo a conoscenza di questa azione come Sindaco e massima autorità sanitaria della Città”.

Il Renzetti è ospedale No-Covid?

“Questa decisione non è stata accompagnata da nessun atto scritto di comunicazione alla DS di presidio e alla dirigente della U.O. di anestesia e rianimazione ma è stata esclusivamente l’esito di una decisione presa e ordinata verbalmente. Un documento scritto avrebbe dovuto chiarire se la sottrazione è temporanea o se il direttore ha iniziato a ridisegnare le dotazioni delle strutture ospedaliere. Inoltre se l’ospedale di Lanciano definito No Covid deve ottemperare e supplire le attività chirurgiche degli altri ospedali – scrive Pupillo – perché ridurre il numero di posti letto di rianimazione? Il dubbio di ritenere marginale il ruolo del Renzetti, dietro la definizione No Covid, si amplifica osservando il ritardo della riapertura del reparto di Ortopedia”.

Reparto Ortopedia sanificato e ancora disattivato 

“Il reparto da giorni è stato sanificato, dopo la chiusura, ma non è stato ancora riattivato. Ho cercato di capire i motivi ma ieri, alla mie richieste di avere una data sulla riapertura, una motivazione, Il direttore ha risposto, per tramite di un suo collaboratore, di abbassare il telefono che aveva altre cose da fare. Perché il reparto non viene riattivato assolvendo agli interventi che in altri ospedali COVID non possono essere eseguiti? Quali sono le motivazioni di questo ritardo? Che decisioni sono state prese?”.

Lanciano (Chieti): all’ospedale “Renzetti” il montaggio delle due tende del pretriage.

Polemica sulle tende pretriage

“Purtroppo non mi sorprende il comportamento del DG Schael, in piena continuità con le azioni che abbiamo sottolineato criticamente nelle settimane passate”.

“Ha iniziato, qualche settimana fa nei primi giorni della epidemia, dicendo che non avrebbe mai allestito tende per il triage presso il Renzetti perché le tende non gli “piacevano”(!?) a dispetto di tanti ospedali che in Abruzzo ma in tutta Italia si erano precipitati ad allestire. Dopo mie ripetute richieste di dare scientificità al suo diniego, in procinto di trasformarsi in un formale quesito istituzionale, ha ceduto e ha capito che era necessario e quindi utile predisporre un pretriage come accaduto in tutti gli ospedali”.

Disattenzione e superficialità del direttore

“Inoltre la gestione del presidio di Lanciano ha messo in evidenza in questi giorni la disattenzione e superficialità del nostro direttore, che stentano a trovare spiegazioni”.

“La mancanza di DPI è un problema grave generalizzato ma al Renzetti assume aspetti preoccupanti. Infatti ieri abbiamo ricevuto in Comune una mail di un medico dell’ospedale che chiedeva con urgenza mascherine per il suo reparto. Non mi sembra un episodio di poco conto. E’ questa l’efficienza tanto decantata mediaticamente? I medici e gli infermieri sono senza dispositivi e cominciano a piovere diffide e denunce a tutela della salute dei lavoratori. E’ il preavviso di azioni legali più forti se la carenza di dispositivi di sicurezza, in particolare mascherine, non verrà sanata ed i test Coronavirus per medici ed operatori non verranno avviati in maniera strutturale”.

Reparto Medicina da chiudere e sanificare

“Il reparto di Medicina ha visto il contagio di diversi medici ed infermieri e dovrà essere chiuso e poi sanificato. E’ questo il modello di ospedale NO Covid 19 che aveva in mente? No Covid senza protezioni per il personale?”.

“Questa logica di autoreferenzialità spero possa trovare un freno, una fine ed un inizio di discontinuità con la nomina del DS Angelo Muraglia: finalmente ieri, a più di 13 mesi dalle elezioni regionali passate, la Asl di Lanciano/Vasto/Chieti ha deliberato la nomina del Direttore Sanitario”.

Perdita di fiducia dei cittadini 

“Tutto quello che sta accadendo – accusa Pupillo – e’ causa di una gestione aziendale avventata che genera una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti dell’ospedale che in questi giorni sta diventando evidente”.

“Ai cittadini preoccupati voglio dire che nel nostro ospedale per fortuna ci sono medici ed infermieri, donne e uomini che lavorano instancabilmente, rischiando la salute, con generosità passione e competenza, con turni sfibranti”.

“Fidatevi di loro, sono loro i vostri eroi”.

“I Direttori sono di passaggio, ma il Renzetti resta, è nostro e bisogna custodirlo e difenderlo”.