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Costa dei trabocchi, falso allarme la morìa di cozze

aprile 11
18:23 2019

Arta e Asl spiegano il fenomeno



Arta: nessuna morìa di cozze lungo al costa dei trabocchi. Frame del video realizzato dal sub Massimo De Pascalis

In merito alla notizia su una presunta morìa di cozze tra Tollo e Rocca San Giovanni (Chieti), l’Istituto zooprofilattico “G. Caporale” di Teramo, il Servizio di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti e Arta Abruzzo precisano che “nel filmato amatoriale diffuso per documentare il fenomeno – si legge nella nota congiunta – i molluschi si presentano perfettamente adesi al substrato, con le valve leggermente aperte e in grado di rispondere allo stimolo tattile procurato dalla mano del sub ripresa dalla videocamera”.

“In caso di mortalità dei mitili, invece, il muscolo adduttore che tiene le valve serrate cede – spiegano gli esperti nella nota – determinando la completa apertura delle due metà della conchiglia e inoltre la cozza si stacca dal substrato dove è ancorata”.

“Nel video si nota in particolare un rallentamento della chiusura delle valve al tocco delle dita, ma – proseguono gli esperti degli enti – nel periodo primaverile tale comportamento potrebbe essere dovuto alla riproduzione in corso. Nella stagione riproduttiva, infatti, le cozze sono sollecitate fisiologicamente ad emettere i gameti e mantengono quindi le valve aperte per permetterne la dispersione nell’ambiente acquatico, dove avviene la fecondazione”.

Attenzione, quindi, a lasciarsi andare ad inutili allarmismi tra la popolazione, dicono gli enti, soprattutto alla vigilia della nuova stagione balneare: “L’Istituto Zooprofilattico, l’Azienda sanitaria teatina e l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente invitano ad effettuare le opportune segnalazioni alle autorità preposte e attendere eventuali approfondimenti da parte delle istituzioni competenti”.

L’Arta Abruzzo monitora costantemente la costa dei trabocchi, poiché rientra nei 114 chilometri di litorale abruzzese monitorati, tra aprile e settembre, secondo il calendario dei controlli della balneazione stabilito annualmente dalla Regione Abruzzo. “Eventuali non conformità dei valori dell’acqua marina o fenomeni anomali – conclude la nota congiunta – vengono tempestivamente segnalati ai Comuni interessati e, se necessario, approfonditi in collaborazione con le Asl territorialmente competenti e l’Istituto Zooprofilattico”.