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Costi gonfiati per 22 concerti in cambio di cene e volantini elettorali, arrestati ex assessori e impenditori dello spettacolo

Luglio 09
16:21 2020

A Pescara



Pescara: costi gonfiati per 22 concerti in cambio di cene e volantini elettorali, arrestati ex assessori e impenditori dello spettacolo.

I grandi eventi di Pescara assegnati per 1,2 milioni di euro allo stesso imprenditore dal 2014 al 2019 violando il codice degli appalti in cambio di volantini e cene elettorali.

Arresti domiciliari per gli ex assessori comunali Giacomo Cuzzi, Moreno di Pietrantonio e Simona Di Carlo e per gli imprenditori dello spettacolo Andrea Cipolla e Cristian Summa.

Loperazione della Guardia di finanza è stata coordinata dalla Procura pescarese.

I fatti

I finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pescara, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, sottoposte alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari.

Parallelamente i Finanzieri hanno proceduto al sequestro di beni per circa 15.000 euro ed alla notifica a 5 società della misura interdittiva di contrarre con la P.A. per quattro anni. Agli indagati sono stati contestati numerosi episodi di corruzione, finanziamento illecito a politici e candidati e turbativa d’asta.

Le indagini hanno preso il via nel 2018, a seguito di alcune segnalazioni giunte alla Guardia di Finanza circa presunte illiceità nell’assegnazione dell’organizzazione dei cd. “grandi eventi”, in particolare dei concerti musicali, per i quali il Comune di Pescara risultava, in effetti, particolare e attivo promotore, con importanti risorse finanziarie a ciò destinate. In particolare anche attingendo a risorse non ancora incassate e drenando somme da capitoli destinati ad altre attività.

Le indagini

Le indagini svolte, durate circa due anni e non ancora concluse, hanno permesso di accertare che, in effetti, tutti i “grandi eventi” assegnati dall’Ente comunale nel quinquennio 2014/2019 erano stati appannaggio di un unico imprenditore, Cipolla, bypassando ogni procedura di selezione stabilita dalla legge e, in particolare, dal Codice degli appalti (mancato rispetto del criterio di rotazione degli inviti, affidamento diretto di appalti per importi superiori a € 40.000 senza consultazione di altri operatori) e che, finanche la scelta di artisti e cantanti (questi ultimi non coinvolti) era di fatto conseguenza di accordi fra l’imprenditore e l’assessore pro tempore ai grandi eventi, Cuzzi.

Nel corso del quinquennio sono stati accertati fatti di corruzione e turbativa d’asta nell’affidamento dell’organizzazione di 22 concerti tenutisi a Pescara per un importo di circa 1,2 milioni di euro. I costi degli eventi, peraltro, venivano gonfiati per permettere all’imprenditore di incassare un sovrapprezzo utile per costituire risorse da destinare successivamente alla corruzione ed al finanziamento illecito di spese elettorali.

Finanziamento illecito e spese elettorali

Dalla documentazione sequestrata all’imprenditore Cipolla emergono anche gli importi delle somme consegnate a Cuzzi.

A fronte di tali assegnazioni di favore, l’imprenditore elargiva denaro ed altre utilità, come stampa di manifesti elettorali, organizzazione di eventi politici con spettacolo presso discoteche, utilizzo di autovetture per la campagna elettorale, cene elettorali, all’assessore in occasione delle campagne elettorali tenutesi nel febbraio 2019, elezioni regionali, e nel maggio 2019, elezioni comunali di Pescara.

L’assessore, poi, in periodo elettorale, arrivava ad avanzare una richiesta di un centinaio di biglietti per l’accesso ad un evento musicale, per un valore complessivamente pari a qualche migliaio di Euro. Nel corso delle indagini emergevano ulteriori condotte corruttive poste in essere da un altro imprenditore, Summa; per l’illecita assegnazione di 200.000 euro circa di fondi comunali in relazione ad attività progettuali volte alla promozione turistica della città di Pescara, concentrate principalmente nel periodo natalizio.

Anche in questo caso, emergevano dazioni di denaro ed altre utilità, come il pagamento delle spese per la stampa di “santini” elettorali e cene, nei confronti dei tre politici coinvolti, in occasione delle campagne elettorali cui hanno partecipato. Peraltro, è emerso come Di Pietrantonio, in precedenza, si fosse avvalso dell’allora assessore comunale Di Carlo per operare pressioni al fine di garantire l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti presentati da Summa, il quale avrebbe poi restituito somme ed utilità da destinare alla loro campagna elettorale.

Assunzioni clientelari

Nel corso dell’indagine sono poi emersi anche casi di assunzioni clientelari in azienda pubblica. In particolare, emergeva che un concorso pubblico presso la ASL di Pescara veniva “pilotato” da Di Pietrantonio, dirigente medico della stessa ASL, anch’egli politico, in qualità di segretario cittadino del proprio partito (PD), per garantire alla Di Carlo, già assessore del Comune di Pescara e candidata con lo stesso alle elezioni comunali, il conferimento di un incarico di collaboratore amministrativo a tempo determinato, per la durata di tre anni.

Nel bando del concorso veniva introdotta la previsione di requisiti caratterizzanti e specifici, posseduti proprio dalla vincitrice del concorso, con la certezza che potesse essere l’unica a detenerli.

Le ipotesi di reato

Al termine delle indagini sono stati complessivamente segnalati all’Autorità giudiziaria 9 responsabili per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e finanziamento elettorale illecito a politici e candidati. Inoltre, sono state deferite all’Autorità giudiziaria anche le 5 società coinvolte, riconducibili agli imprenditori indagati, per la responsabilità amministrativa derivante dai reati commessi in loro favore dagli imprenditori indagati.

All’esito delle indagini e su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, il gip del Tribunale, condividendo gli elementi di prova acquisiti, ha emesso un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 5 soggetti e di misura interdittiva nei confronti delle 5 società coinvolte, che vieta loro di contrattare con la Pubblica amministrazione per quattro anni.

È stato, altresì, disposto il sequestro preventivo di beni, per circa 15.000 Euro, limitatamente al frutto del solo reato di corruzione, allo stato accertato.

La Guardia di finanza

L’attività di servizio conclusa in data odierna conferma il costante impegno della Guardia di Finanza di Pescara nel contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, che riveste, sempre più, una crescente importanza strategica del Corpo per la collettività ed è finalizzato ad individuare i fenomeni che alterano, a qualsiasi titolo, la corretta gestione delle risorse pubbliche e che incidono sul regolare andamento delle procedure di affidamento ed esecuzione di appalti pubblici”, commenta il col. Vincenzo Grisorio.

“Un’attività alquanto duratura e articolata posta in essere sotto la puntuale e costante opera di direzione e coordinamento delle indagini svolta dalla Procura della Repubblica di Pescara, anch’essa da tempo concentrata sulla sensibile tematica dei reati contro la Pubblica Amministrazione, e che ha consentito di disvelare un sistema corruttivo economico-politicoaffaristico, consolidato da tempo, che ha visto l’asservimento della funzione elettiva e pubblica ad interessi meramente personali, elettorali ed economici, al di là del primario interesse della collettività, con dispendio di maggiori risorse pubbliche e con l’emarginazione di tanti altri imprenditori di settore non asserviti al sodalizio politico affaristico.

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