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Diffamazione: Pettinari-M5s condannato a risarcire l’ex governatore Luciano D’Alfonso

novembre 09
18:48 2018

Sentenza civile



Domenico Pettinari, consigliere regionale del M5s.

Il tribunale civile di Pescara ha condannato Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, a un risarcimento danni di 50 mila euro nei confronti del senatore ed ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Pettinari è stato condannato anche al pagamento delle spese legali.

La condanna è stata emessa dal giudice Marco Bortone in riferimento alla richiesta di risarcimento da 200 mila euro, presentata da D’Alfonso, che si ritenne diffamato da alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da Pettinari, in seguito all’interpellanza che l’esponente del M5s presentò in Consiglio regionale nell’aprile 2015, chiedendo conto a D’Alfonso dei motivi per cui non era stato bloccato per tempo l’acquisto del palazzo della Asl di via Rigopiano a Pescara che, a giudizio di Pettinari, sarebbe stato pagato il triplo del valore effettivo.

A giugno 2015 la Procura di Pescara aprì un’inchiesta sull’acquisto dell’immobile Asl, con perquisizioni eseguite in abitazioni e uffici dei soggetti coinvolti. L’ipotesi di reato era la turbata libertà della scelta del contraente.

“Non ho leso l’immagine di nessuno – commenta Pettinari – ma ho difeso i cittadini dall’ennesimo spreco Asl che si traduce nella diminuzione di risorse per cure e tutela della salute dei pazienti”.

M5S ABRUZZO: RICORREREMO FINO ALLA CASSAZIONE

A commento della sentenza giunge una nota dell’ufficio stampa del M5s, non firmato da alcuno. “Pieno sostegno dei portavoce del M5S Abruzzo al collega Domenico Pettinari, che si trova a dover risarcire l’ex Presidente D’Alfonso, solo per aver svolto con abnegazione e determinazione il suo lavoro. Prendiamo atto della sentenza, ma non ne condividiamo affatto il contenuto. Ricorreremo fino in Cassazione per vedere riconosciuta la possibilità da parte dei rappresentanti democraticamente scelti dal popolo di poter denunciare gli sperperi di denaro pubblico. Abbiamo fiducia nella giustizia e siamo certi che questa prima sentenza non rappresenti una volontà della magistratura di mettere un bavaglio alle opposizioni e al lavoro di sindacato ispettivo di tutti i consiglieri regionali. Sarebbe un precedente troppo pericoloso che non può lasciare indifferenti organi ed esponenti politici di ogni schieramento”.

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