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Digital Marketing, una strada in salita per le imprese di Chieti e Pescara

Luglio 16
21:32 2021

Presentata la ricerca



Digital marketing, questo sconosciuto. Sono dati sconfortanti quelli che emergono dalla ricerca presentata in Camera di Commercio, a Pescara, da Walter D’Amario, organizzatore del master della GoGo Academy, e che ha visto coinvolte 3.628 imprese partecipanti al questionario e 800 con analisi desk.

“La strada della digitalizzazione delle imprese è in salita”, dice D’Amario, “tra le imprese che dichiarano di svolgere attività di digital marketing, solo una minima percentuale ha buona dimestichezza con gli strumenti che internet offre”. 

“Bisogna ancora puntare sulla formazione”, insiste il presidente Gennaro Strever, che con la Camera di Commercio Chieti-Pescara finanzia dieci borse di studio dell’executive master. 

L’incontro è terminato con la consegna degli attestati di partecipazione agli allievi del VI corso, con un record di iscritti. 

Il comunicato stampa

Si sente tanto parlare di digitalizzazione come driver per la ripresa economica ma se davvero così fosse le possibilità di rinascita per il tessuto economico di Chieti e Pescara sarebbero, al momento, davvero scarse.

Solo il 10% delle imprese che dichiara di svolgere attività di digital marketing (il 22 % del totale) ha una buona dimestichezza con il digitale e con tutti gli strumenti di cui esso dispone. Il 20% delle imprese che dichiara di fare digital marketing prova a svolgere delle attività che vanno oltre il solo utilizzo dei social media, mentre la restante parte (il 70%) svolge attività pressoché amatoriali.

E’ questo il quadro che emerge da una analisi commissionata dalla Camera di Commercio Chieti Pescara al dott. D’Amario, docente del laboratorio di Digital Marketing dell’Università G. D’Annunzio ed oggi presentata in conferenza stampa.

La ricerca ha avuto come obiettivo quello di fotografare dal punto di vista qualitativo e quantitativo l’uso del digital marketing tra le imprese del territorio al fine di orientare le azioni dell’ente camerale in una ottica di reale supporto al tessuto economico locale.

“La situazione di contingenza generata dalla pandemia” – dichiara il presidente Gennaro Strever –  ha sicuramente accelerato il processo di sviluppo tecnologico in tutti i settori ma ha anche messo in evidenza il ritardo delle piccole e medie imprese nel tenere il passo con il mondo 4.0. Questo gap va necessariamente azzerato. Il nostro territorio non può più aspettare, è tempo di cambiare, ma di farlo davvero, per il bene delle nostre imprese che hanno tanto, troppo da offrire per rimanere indietro in un mondo che viaggia a ritmi vertiginosi”.

Continua l’assessore al Lavoro ed alla Formazione della Regione Abruzzo Pietro Quaresimale: “Risultano fondamentali ricerche, analisi, studi promossi da Enti, Università ed Associazioni di rappresentanza volti a  stimolare una reinvenzione radicale dei principali processi produttivi e gestionali da parte delle imprese a fronte della crescente necessità di sostegno alla digitalizzazione per la transizione del Paese verso una economia sostenibile e digitale”.

Tante le attività promosse e condotte dalla Camera di Commercio Chieti Pescara, illustrate dal suo segretario generale Michele De Vita, orientate alla formazione ed al sostegno economico delle micro e piccole medie imprese in questa complessa transizione al digitale che hanno visto una grande partecipazione da parte degli operatori economici.

Nel 2020, l’Italia si è collocata al 28° posto nella scala delle competenze digitali, contando un forte ritardo rispetto alla media europea: in base alle stime di Unioncamere il 42% degli italiani possiede delle competenze digitali base a fronte del 60% dei cittadini oltre confine e solo il 22% vanta delle competenze più avanzate. Eppure si stima che ben il 60,4% della futura forza lavoro deve possedere competenze digitali ed il 36,2% dovrà essere skillato sui temi di impresa 4.0. Un mismatch fortissimo tra giovani e mondo del lavoro: una sfida da cogliere resa ancora più urgente con l’approvazione del PNRR.

“Per poter combattere e vincere è necessaria una fotografia dello status quo italiano e” – come sostiene il direttore di Dintec Antonio Romeo – “il sistema dei Punti di Impresa Digitali delle Camere di Commercio (PID) possono essere d’ausilio per formare l’esercito dei lavoratori”.

Anche per Walter d’Amario la strada da intraprendere per colmare questo gap è quella della formazione: “Non c’è scelta, la formazione e la cultura digitale devono necessariamente viaggiare a braccetto: l’una dipende dall’altra. Senza una formazione di livello, continua, costante e mirata, è impossibile pensare di vincere questa sfida.”

Ed a proposito di formazione, a conclusione della conferenza stampa, sono stati consegnati sono stati consegnati gli attestati della VI Edizione dell’Executive Master in Digital Marketing, organizzato dalla GO GO Accademy. Un percorso che ha visto in questa edizione la partecipazione di 32 studenti, dieci dei quali grazie alle borse di studio messe a disposizione dalla Camera di Commercio Chieti Pescara.

Sintesi dei risultati della ricerca

Solo il 10% circa delle imprese che dichiara di svolgere attività di digital marketing (il 22 % del totale) ha una buona dimestichezza con il digitale e con tutti gli strumenti di cui esso dispone. Il 20% delle imprese che dichiara di fare digital marketing prova a svolgere delle attività che vanno oltre il solo utilizzo dei social media, mentre la restante parte (il 70%) di esse svolge attività pressoché amatoriali.

Il 53,6% delle imprese che non fanno digital marketing dichiara che questo non serve alla propria impresa. Un dato che dimostra come, probabilmente, le imprese non abbiano contezza di cosa sia il digital marketing e quindi non ne percepiscano l’ineludibilità.

Le altre imprese che non svolgono attività di digital marketing affermano che le ragioni sono dovute a mancanza di conoscenza/formazione (24,6%) e di risorse economiche (21,8%).

Tra le imprese che svolgono digital marketing, i dati dimostrano come ci sia purtroppo molto da fare e le attività di digital marketing siano solo in rari casi gestite adeguatamente.

La formazione è un optional, solo il 28,9% delle imprese si è formato nell’ultimo anno, in un settore dove la conoscenza è un pilastro inamovibile.

Le attività sono svolte principalmente dal personale interno (59,7%), seguono le imprese che svolgono attività con personale interno con l’ausilio di professionalità esterne (32,2%), mentre sono poche quelle che lo fanno solo con consulenti esterni (8%). La SEO con piattaforme professionali è un’attività compiuta da un esiguo 10%, ma c’è un 25% delle imprese che dichiara di svolgere attività SEO senza nessuno strumento.

Poche anche le imprese che utilizzano uno strumento come Google ADS (34,1%) e quelle che utilizzano l’email marketing con piattaforme professionali (20,7%).

L’e-commerce è utilizzato dal 26% delle imprese, ma solo il 12,4% ha uno shop Facebook/Instagram. L’82,75 delle imprese dichiara di avere un account Facebook aziendale, mentre il 62,3% possiede una pagina Instagram Business, il 35,5% Linkedin e il 43,4% Google My Business. Ma i dati confermano il quadro deludente: solo 51,95 delle imprese dichiara di avere un account “Facebook Manager” e solo il 18,3% delle imprese utilizza lo strumento “Pixel”.

Dall’indagine desk emerge una situazione ancora più sconfortante, soprattutto dal punto di vista qualitativo. Alcune divergenze sono eclatanti. Nel questionario le imprese con un sito web erano il 76%, nell’analisi il 16%. Le imprese che nel questionario dichiaravano di avere una pagina Facebook erano l’82,7%, nell’analisi il 19,8%; tutti dati che dimostrano come la realtà dei fatti sia peggiore di quella emersa dalla somministrazione del questionario. Questo vale per tutti i dati analizzati e dimostra senza nessun dubbio il dato secondo il quale solo il 10% delle imprese svolgano attività di digital marketing che possano considerarsi adeguate.

La ricerca è consultabile QUI