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Droga: 34 kg di eroina per pusher e tossicodipendenti in astinenza, due arresti

Maggio 09
15:40 2020

A Montesilvano



Droga: avevano 34 kg di eroina da distribuire a pusher e tossicodipendenti in astinenza, a causa della lunga pausa per l’emergenza coronavirus. I carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno arrestato due albanesi.

Con la Fase 2 riparte anche il traffico illecito delle sostanze stupefacenti, in pausa durante gli stretti controlli delle strade a causa dell’emergenza coronavirus. Ma la ripresa dell’attività non sfugge ai carabinieri del comando provinciale di Chieti, che individua un vero e proprio laboratorio con 34 kg di eroina e arresta due uomini.

Le indagini

Partono da Chieti e Francavilla al Mare (Chieti) le indagini dei Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale che, con la collaborazione dei colleghi di Pescara, lo scorso pomeriggio hanno permesso il recupero di 34 chili di eroina all’interno di una abitazione di Montesilvano (Pescara), il più grande sequestro di stupefacente avvenuto in Abruzzo negli ultimi anni.

Arrestati due albanesi incensurati

Gli uomini dell’Arma hanno fatto irruzione all’interno di un appartamento sul lungomare nord, preso in affitto da due cittadini albanesi, Alfred Tusha e Leonard Spahiu, rispettivamente di 28 e 48 anni, entrambi incensurati.

L’astinenza durante il lockdown

A condurre i Carabinieri sulle tracce dei due trafficanti sono stati gli sviluppi dei recenti sequestri di droga operati nella provincia chietina dagli uomini dell’Arma e il monitoraggio di alcuni pusher che gravitano tra Chieti, Francavilla al Mare, Pescara e Montesilvano.

Le attività info-investigative avevano accertato un netto calo nella distribuzione della sostanza stupefacente a causa dell’emergenza coronavirus, sia a livello di spaccio ai tossicodipendenti che di forniture di grosse quantità di sostanza stupefacente, in relazione agli stringenti controlli sulle strade ed autostrade.

Voci sul grosso carico in arrivo

Le stesse attività investigative avevano anche determinato, soprattutto all’avvicinarsi della fine della fase 1 dell’emergenza, sia l’aumento delle richieste dei tossicodipendenti sia le aspettative dei pusher, sull’arrivo di un grosso carico di droga.

In relazione a queste risultanze, sono  stati attivati specifici servizi finalizzati soprattutto sia a capire il momento dell’arrivo della partita di sostanza stupefacente, che avrebbe dovuto calmierare il mercato, sia l’inizio della distribuzione, con i relativi canali .

Il fatto

Lo scorso pomeriggio, al culmine di queste specifiche attività investigative, i militari hanno notato un giovane di Chieti, abituale assuntore di stupefacenti e pusher di discreto livello, discutere animatamente con due soggetti, identificati di nazionalità albanese.

Subito dopo i due uomini si sono allontanati verso Pescara, sempre seguiti dai militari che, anche in considerazione di notizie che davano come arrivata in provincia di Pescara la fornitura di droga, decidevano di spingersi anche oltre i confini della provincia chietina, con la collaborazione dei colleghi pescaresi, impegnati in analoghi servizi di contrasto allo spaccio.

Il grossista della droga a Montesilvano

Giunti a Montesilvano (Pescara), i due albanesi sono entrati in una palazzina del lungomare nord. Dopo una breve attesa, sempre sotto il monitoraggio dei militari, uno dei due tornava in auto. Nella consapevolezza che stesse per essere effettuato uno scambio di droga, i Carabinieri, per non vanificare quanto sinora fatto, intuendo che si fosse arrivati al grossista, decidevano di bloccarlo prima che si allontanasse: l’uomo è stato trovato in possesso di 4 panetti termosaldati di eroina, del peso di 500 grammi ciascuno.

Un particolare rendeva i militari consapevoli di essere arrivati alla centrale di distribuzione dell’eroina: la plastica dei panetti era ancora calda, circostanza che indicava in modo inequivocabile, che gli stessi fossero stati immediatamente prima confezionati.

Il laboratorio della droga

Il tempo necessario per far arrivare Aaron, il cane antidroga del Nucleo Cinofili del Comando Legione Carabinieri Abruzzo e Molise e scatta l’irruzione all’interno dell’abitazione indicata dall’animale. Il ritrovamento di una pressa idraulica, delle forme e dei contenitori in plastica, hanno fornito ai militari la piena consapevolezza di aver individuato il laboratorio dove la droga veniva suddivisa in panetti da mezzo chilo, per essere avviata alla distribuzione al dettaglio sul mercato abruzzese.

Sacchi di eroina

Infatti, subito dopo, i militari hanno recuperato all’interno di un armadio della camera da letto, due sacchi contenenti 25 chili di eroina, 5 chili della stessa sostanza già “tagliati” e pronti per la vendita al dettaglio, ed altri 3 panetti, dello stesso stupefacente, del peso complessivo di 2 chili, nascosti in una intercapedine ricavata sotto il tavolo da pranzo, nonché una notevole quantità di sostanza da taglio.

Valore: 2 milioni di euro

Considerando che i quattro chili di droga, contenuti nei panetti recuperati, sarebbero stati tagliati almeno altre tre volte prima di essere immessi sul mercato, la droga sequestrata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Chieti, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale circa due milioni di euro, anche in relazione alla circostanza che, a seguito della quarantena, la richiesta è aumentata e, quindi, il prezzo della sostanza stupefacente è lievitato, in funzione della semplice regola del rapporto tra domanda e offerta.

Sert: il lockdown ha fatto bene ai giovani tossicodipendenti

Gli arrestati, che dovranno rispondere delle accuse di traffico internazionale ed illecita detenzione di stupefacenti, sono stati associati al carcere di Pescara.

“Sicuramente l’ingente quantità di droga sequestrata renderà ancora più problematica la ricerca di droga pesante sul mercato abruzzese, circostanza – commenta il Comando provinciale dei carabinieri di Chieti – che costituisce un duro colpo all’economia criminale che vive e sfrutta il dramma di tantissimi poveri ragazzi”.

“Questi ultimi, però – commentano inoltre i militari – continuano a vivere un prolungato lockdown, sicuramente positivo per la loro salute, anche in relazione ai segnali positivi che sono giunti dai Sert della zona, sul miglioramento delle condizioni di tantissimi tossicodipendenti costretti alla quarantena”.