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Faist: ancora mezzi nella fabbrica chiusa per asportare materiali, un nuovo breve presidio dei lavoratori

febbraio 19
17:50 2020

Attesa per prossimo incontro



Dopo quella gelida alba del 7 febbraio scorso, non se lo aspettavano; ma sono tornati i mezzi pesanti a caricare altre attrezzature dallo stabilimento Faist di Lanciano (Chieti).

È accaduto questa mattina alle 9.

Il presidio non c’è più da quello sciagurato sgombero; ad accorgersi del via vai attorno alla fabbrica dei sensori, ormai chiusa da giorni, è stato un ex dipendente che abita nei pressi di Cerratina. Subito il tam tam con i colleghi e il sindacato che li rappresenta nella vertenza, la Fim Cisl, e in pochi minuti eccoli di nuovo davanti ai cancelli a presidiarne l’accesso con le proprie auto. I lavoratori hanno avvisato la polizia, che è accorsa sul posto con una pattuglia del Commissariato di Lanciano.

Il camion ha caricato i muletti, che erano in affitto alla Faist, per riportarli all’azienda di Teramo, legittima titolare. I lavoratori quindi hanno subito lasciato uscire l’autoarticolato con il suo carico.

Il furgone Ducato, invece, proveniva dall’Umbria: a bordo c’erano due dipendenti della fabbrica madre, del Perugino, che caricavano del materiale elettrico utile al funzionamento degli impianti già asportati con il blitz di inizio febbraio.

Il nuovo presidio è durato solo qualche ora davanti ai cancelli, poi un breve colloquio con gli ex colleghi umbri, i saluti non senza qualche lacrima per i licenziamenti in val di Sangro e quindi la partenza alla volta di Montone (Perugia).

“Come sindacato siamo onorati di stare al fianco di queste lavoratrici e lavoratori, di combattere questa battaglia con loro”, commenta Amedeo Nanni per la Fim Cisl, presente al presidio. “Donne, madri e nonne – riferisce Nanni – che, nella loro oggettiva difficoltà, stanno insegnando a tutto il territorio abruzzese  cosa vuol dire non arrendersi di fronte alle difficoltà che la vita ci riserva”.

C’è attesa per il secondo incontro sulla vertenza, che si svolgerà il 2 marzo nella sede di Confindustria, dove la Fim Cisl, riferisce il sindacato, metterà in campo “tutte le iniziative possibili affinché le lavoratrici vengano ripagate del torto subito”.

Fiducioso si dice il segretario interregionale Domenico Bologna, anche se resta quella brutta pagina del 7 febbraio, che l’azienda non ha voluto mettere a verbale. Sentita invece la vicinanza delle istituzioni e del territorio, dove gli ex lavoratori continuano a diffondere cuori