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Gas a Bomba: ripubblicato il progetto per la Valutazione di impatto ambientale, insorgono gli attivisti

novembre 30
15:07 2017

 

Tutto daccapo. Lo spettro dell’estrazione di idrocarburi nei pressi del lago di Bomba (Chieti) torna ad alimentare le preoccupazioni e i timori di chi si batte da anni per scongiurare il progetto della Cmi Energie, prima ancora Forest Oil.



Sul sito del ministero dell’Ambiente sono state riaperte le procedure per le osservazioni del pubblico sul progetto della CMI Energia per la perforazione di pozzi per l’estrazione di metano a Bomba appena a valle della omonima Diga, la realizzazione di un gasdotto e la costruzione di un impianto di trattamento del gas a Paglieta (Chieti). A darne notizia è il Forum H2O. 

“Come avevamo annunciato – scrive Augusto de Sanctis – il ministero dell’Ambiente ha dato una sponda ai petrolieri consentendo di integrare per la seconda volta la documentazione praticamente riscrivendo il progetto, Il tutto fuori tempo massimo rispetto ai termini previsti dalla normativa in materia. Come avevamo denunciato un mese fa il Ministero, invece di rigettare un progetto evidentemente incompleto e parziale, ha chiesto decine di integrazioni che sono arrivate in breve tempo”.

“A questo punto hanno ripubblicato gli atti depositati riaprendo la fase delle osservazioni. Praticamente – prosegue De Sanctis – un modo di procedere per approssimazioni successive a vantaggio di un progetto che evidentemente non aveva le caratteristiche per venire approvato da subito visto che oggi si presentano documenti rilevanti quali la relazione idrogeologica, quella geologica e sulla sismicità, l’analisi del rischio e altra documentazione”.

“Basti pensare che le informazioni dettagliate sulle faglie dei database DISS e ITHACA presenti nell’area sono state depositate solo ora a seguito delle osservazioni della Stazione Ornitologica Abruzzese (!) che avevano contestato l’esiguità della documentazione della prima stesura progettuale. Tra l’altro la CMI aveva già presentato integrazioni a giugno e luglio 2017”.

“Insomma – conclude De Sanctis – un via vai di documenti per un progetto che questo Governo vuole evidentemente appoggiare. Un comportamento ipocrita perché da un lato si critica Trump per non rispettare gli accordi di Parigi e dall’altro si procede business as usual sulla testa dei territori”.

Le dichiarazioni in video di Orlando Volpe, direttivo di Nuovo Senso Civico. 

Il comunicato stampa di Nuovo senso Civico 

Una nuova concessione ai petrolieri In data 25 novembre 2017 è stata data notizia, come previsto dal Codice dell’Ambiente, dell’avvenuto deposito dei documenti integrativi da parte della CMI Energia, relativi al progetto di estrazione di gas sul lago di Bomba. Il progetto prevede, oltre alla realizzazione dei pozzi estrattivi,  una raffineria ed un gasdotto. Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato del maggio 2015 l’iniziativa della CMI Energia non solo prosegue ma trova il sostegno del Governo. Il Ministero dell’Ambiente infatti illegittimamente ha richiesto ad ottobre una corposa integrazione. Così dopo la documentazione  prodotta a giugno e luglio 2017 alla Società è stato permesso, ancora una volta, di presentare approfondimenti e studi atti di ogni sorta. Insomma quasi una riscrittura del progetto nel tentativo di sanarne tutte le carenze. E così se un normale cittadino è tenuto a rispettare le regole ai petrolieri viene consentito, senza giri di parole, di derogare norme e procedure. Entro il 24 gennaio 2018 dovranno essere presentate nuove osservazioni. Ci amareggia constatare che se da un lato è chiara la volontà del Governo di sostenere  l’iniziativa, dall’altra appare completa l’incapacità della Regione Abruzzo e l’inerzia degli Enti locali. Siamo davvero molto preoccupati. La politica è assolutamente immobile. D’altra parte l’inerzia appare una costate in questa vicenda. Persino ad agosto, quando abbiamo  lanciato l’allarme dopo il provvedimento di concessione dell’area per la raffineria da parte di ARAP ente della Regione Abruzzo, sono seguite solo parole. Parole e rassicurazioni dell’Assessore Mazzocca che a poco possono servire di fronte alla mole di documenti presentata dalla ditta proponente. Inutile dire che nulla doveva essere trascurato tanto meno il provvedimento di ARAP. Era chiaro non solo a noi “personaggi in cerca di notorietà” che il progetto non si sarebbe arrestato. Che senso avrebbe avuto chiedere una nuova area per la raffineria ad agosto se non per completare l’iter. Era a noi noto il lavoro che intorno al progetto si stava compiendo. La valanga di documenti prodotti ne è la prova. Tuttavia nonostante i chiari ed evidenti segnali cosa ha fatto la politica in questi mesi mentre la Società perfezionava la propria strategia? Parlava ammiccando a qualcuno. Era necessario invece muoversi sin da subito. Dopo le integrazioni della ditta la strada è tutta in salita. Invece, sarebbe stato molto utile, come avevamo suggerito, agire. Come? ad esempio verificando la legittimità del provvedimento di Arap, piuttosto che giustificarlo, o chiedendo una verifica della legittimità dell’istanza di integrazione del Ministero. Nulla di tutto questo è accaduto nonostante le sollecitazioni. Purtroppo una cosa la immaginiamo già. Quello che verrà raccontato: la Regione ha fatto tutto quello che poteva ma la decisione finale è dei Ministeri e del Governo. A questo punto le parole non servono. Questa volta la politica dovrà dimostrare alla propria gente, abituata a difendere la propria terra, di essere davvero all’altezza del proprio compito. Piuttosto che parlare ad ogni occasione si torni a lavorare, sarà più importante e più utile.