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Grave alterazione dello stato delle acque del fiume Moro, la denuncia di Nuovo senso civico

ottobre 13
14:23 2018

Esposto in procura



Sversamento nel fiume Moro, documentato nell’esposto in procura a Lanciano.

La segnalazione è stata fatta anche all’Arta, alla Asl provinciale e ai Comuni di Lanciano, Frisa, San Vito Comune, Poggiofiorito e Ortona (Chieti): l’associazione Nuovo Senso Civico ha ricevuto numerose e documentate segnalazioni circa l’evidente stato di alterazione delle acque del fiume Moro. Il tratto interessato è quello posto all’altezza del ponte di collegamento tra i territori di Lanciano e Poggiofiorito, specifica in una nota alla stampa il presidente Alessandro Lanci.

“Nelle molteplici segnalazioni le acque sono state descritte di colorazione grigia, come evidente nel video realizzato nella giornata di domenica 7 ottobre 2018 alle ore 11.00 circa”, scrive Lanci.

Dalle acque, prosegue la nota, “proviene un fortissimo odore acre. In passato altri episodi di natura molto simile sono stati da noi denunciati – riferisce il presidente del movimento ambientalista – In quelle occasioni vennero riscontrate anche grandi morie di pesci. Abbiamo prontamente presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lanciano ed effettuato comunicazioni a tutti i gli enti interessati. Dalla nostra iniziativa è trascorso qualche giorno. Prima di divulgare la notizia abbiamo ritenuto di attendere per permettere alcuni accertamenti utili alle indagini nella speranza di individuare i responsabili del grave reato”.

L’Arta ha provveduto ad effettuare campionamenti e prelievi, “con assoluta tempestività – riferisce Lanci – La tutela delle acque è materia importantissima alla quale l’Agenzia in questi ultimi mesi sta dedicando grande impegno”.

In queste ore si stanno ultimando le analisi di laboratorio. “Purtroppo però – commenta il presidente di Nuovo Senso Civico – con grande amarezza e nonostante la gravità dell’evento non saremo in grado di risalire con assoluta certezza alla fonte inquinante ed individuare la probabile tipologia di attività industriale dalla quale presumibilmente derivano gli inquinanti”. Le sostanze rilasciate nel fiume, infatti, nel corso dei giorni si sono disperse e dilavate. “Comunque gli inquinatori non stiano tranquilli- avverte Lanci – faremo di tutto, con le istituzioni, perché vengano assicurati alla giustizia. Chi vuole seminare distruzione e morte deve essere fermato e condannato a pagare. I reati contro l’ambiente sono delitti gravissimi e devono essere perseguiti. Per questo chiediamo anche a tutti i cittadini di continuare a vigilare e segnalare quanto di sospetto possa essere notato”.

“Noi – conclude Lanci – dobbiamo essere le prime sentinelle di questa Madre Terra”.