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Honeywell: il Mise chiede nuovi interlocutori, sale a cinque il numero delle aziende interessate alla reindustrializzazione

giugno 16
19:30 2018

Labbrozzi Fiom: basta con i postini senza potere decisionale




Il ministero delle Sviluppo economico chiede la sostituzione degli interlocutori della Honeywell e la Fiom aggiunge “basta con i postini senza potere decisionale”. Dall’ultimo tavolo svolto ieri al Mise, a Roma, è emerso che la multinazionale americana non vuole recedere dai 263 licenziamenti dell’8 giugno scorso. 

“L’incontro si è svolto in un clima surreale – riferisce il segretario Fiom Chieti, Davide Labbrozzi – la Honeywell si è mostrata ferma e decisa ad ignorare totalmente le richieste del Ministero e del Sindacato: no a ritirare i licenziamenti”. 

“Un atto ignobile – prosegue Labbrozzi commentando i licenziamenti dell’8 giugno – che fa nuovamente emergere il disvalore di un’Azienda a totale vocazione al profitto, priva di sensibilità sociale e senza una predisposizione alla contrattazione”.

Per il sindacato è “necessario tenere occupate le persone per un altro periodo al fine di favorire la reindustrializzazione”. Un percorso che lascia ben sperare: ai tre progetti esistenti si sono aggiunte due manifestazioni di interesse. “Un fatto assolutamente importante – commenta Labbrozzi – perché non solo emerge la possibilità che la reindustrializzazione si farà, ma risulta evidente il valore assoluto di un bacino professionale che appassiona così tante imprese”.

Nelle prossime ore il Mise convocherà nuovamente il tavolo, riferisce Labbrozzi, con l’ambizione di avere nuovi interlocutori, questa volta con un vero potere negoziale. “Non abbiamo bisogno di postini che portano avanti ed indietro le informazioni, ma di massimi dirigenti, realmente predisposti a discutere delle questioni politiche, industriali e sociali”.