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Il fatto non sussiste: l’ex governatore Chiodi assolto a Roma per la Rimborsopoli d’Abruzzo

giugno 12
20:23 2018

L’inchiesta portò la regione all’attenzione dei media nazionali



Pescara: dichiarazioni alla stampa dopo l’interrogatorio in procura dell’ex governatore Gianni Chiodi, ai tempi dell’inchiesta Rimborsopoli.

“Il fatto non sussistete”: sono stati assolti dal Tribunale di Roma l’ex presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, l’ex vicepresidente della Giunta Alfredo Castiglione e l’ex assessore all’Istruzione Paolo Gatti, nell’ambito del processo sulla cosiddetta Rimborsopoli.

I tre ex esponenti della giunta regionale abruzzese, giudicati con rito abbreviato, erano accusati, a vario titolo, di peculato e truffa aggravata, per fatti risalenti ad un periodo compreso tra il 2009 e il 2012, riguardanti l’utilizzo improprio delle carte di credito regionali.

Pescara: articoli di stampa ai tempi dell’inchiesta Rimborsopoli.

“Si chiude un’esperienza devastante, soprattutto a livello umano, per me e per chi mi è stato vicino” afferma a caldo l’ex governatore Chiodi assistito dagli avvocati Enrico Mazzarelli e Pietro Referza. Una vicenda, dice, “che fin dall’inizio ho ritenuto infondata. Mi piacerebbe che fosse dato almeno un decimo del risalto che è stato dato ad avvisi di garanzia ‘farlocchi’ e che chi mi ha condannato sulla base di quegli avvisi di garanzia oggi mi chiedesse scusa, ma so bene difficilmente questo avverrà”.

La Rimborsopoli d’Abruzzo portò l’ex presidente di Regione all’attenzione dei media nazionali. 

Pescara: Pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.

Secondo l’accusa dei pm Giampiero Di Florio Giuseppe Bellelli, le carte di credito regionali erano state utilizzate per presunte spese indebite di vitto e alloggio in occasione di missioni e trasferte nella Capitale. Il peculato era stato ipotizzato nei casi di utilizzo della carta di credito riguardanti fini non istituzionali, mentre la truffa aggravata era stata contestata in relazione al periodo iniziale della consiliatura, quando Giunta e assessori anticipavano le spese e i rimborsi erano a debito. La sentenza di assoluzione, emessa dal Tribunale di Roma, dove per ragioni di competenza territoriale era approdata l’inchiesta nata a Pescara, riguarda tutte le contestazioni che erano state mosse nei confronti dei tre imputati. 

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