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Lanciano: 14enne finisce in comunità per l’aggressione a D’Astolfo

Dicembre 19
11:18 2020

Per l’aggressione



Lanciano (Chieti): la ex stazione ferroviaria Sangritana, il luogo dove Giuseppe è stato aggredito dal minore, con un pugno alla tempia che gli ha provocato ematoma ed emorragia interna.

I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lanciano (Chieti) hanno notificato un ordine di esecuzione di misura cautelare nei confronti di un quattordicenne del posto, coinvolto nell’aggressione di Giuseppe Pio D’Astolfo e altri, avvenuta la sera del 17 ottobre scorso nei pressi della ex stazione ferroviaria Sangritana.

Il minorenne, in concorso con altri due coetanei e, successivamente, con il supporto di altri due maggiorenni, tutti indagati, è indiziato di aver aggredito D’Astolfo, 18 anni, e il suo amico A.G. B. di 26 anni, colpendoli con pugni al volto ed incitando gli altri due minorenni a tenere la medesima condotta.

Le indagini attivate dai militari della Compagnia di Lanciano, diretta dal Maggiore Vincenzo Orlando, avevano da subito individuato il gruppetto dei cinque che partecipò all’aggressione, grazie ad una certosina ricostruzione dei fatti, suffragata da testimonianze precise e filmati estrapolati da alcuni sistemi di videosorveglianza, situati nei pressi del luogo dell’episodio criminoso, e a segnalarli alle autorità giudiziarie (minorile ed ordinaria), che successivamente, avevano anche disposto il sequestro di tutti i telefoni cellulari dei soggetti coinvolti.

Il gip presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha riconosciuto che “la condotta dell’arrestato è stata tutt’altro che passiva, avendo egli anche incitato l’amico a colpire D’Astolfo, evidenziando – riferisce il comandante Orlando – con pienezza la coesione del gruppo e la condivisione di codici di onore e regole comportamentali dai quali scaturisce che gli atti compiuti dal singolo siano condizionati e determinati, ben più che meramente facilitati, dal comportamento e dalla osservazione degli altri”.

Inoltre il giudice ha valutato sussistenti sia le esigenze cautelari, specie riguardo al vigore dei condizionamenti collettivi, dai quali gli indagati appaiono fortemente vincolati, e sulla doverosità di condotte reattive reintegratrici dell’onore o, comunque, della reputazione all’interno del gruppo, sia il pericolo di reiterazione, “non ritenendo adeguato l’ambiente famigliare alla tutela degli interessi protetti”.

Nella tarda serata di ieri, quindi, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, il quattordicenne è stato condotto in una comunità educativa della provincia, in affidamento ai Servizi Minorili dell’Amministrazione giudiziaria, in attesa dell’interrogatorio.