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Lanciano: area verde venduta, il sindaco si scusa e presenta un nuovo progetto

Marzo 30
11:40 2021

Lettera di Mario Pupillo



Lanciano (Chieti): area verde venduta, il sindaco si scusa e presenta un nuovo progetto.

Il confronto con maggioranza e residenti, la pubblica ammenda, l’idea del nuovo parco: una settimana dopo la denuncia del Tgmax, a Lanciano (Chieti) l’amministrazione comunale trova la quadra e corre ai ripari per l’errore commesso con la vendita di un giardino pubblico a un privato.

Tornare indietro non si può, ma si farà un nuovo giardino in piazza Eraldo Miscia.

Lettera del sindaco Mario Pupillo    

“La vendita mediante avviso pubblico dell’area di 600mq in zona don Minzoni, destinata dal Piano regolatore generale a servizi pubblici/parcheggio ed inserita nel piano delle alienazioni 2020-2021, è l’atto finale di un procedimento amministrativo avviato a maggio 2020, passato prima in commissione consiliare e poi in consiglio comunale per l’approvazione e dopo ancora in giunta per la delibera del novembre 2020 che ha dato seguito all’avviso pubblicato con manifesti affissi in città e sul sito istituzionale il 14 dicembre 2020”. 

“In tutte queste fasi nessuno degli amministratori, né di maggioranza né di minoranza, si sono avveduti del fatto che l’area denominata in zona don Minzoni fosse quella poi effettivamente venduta. Questo – spiega il sindaco – oltre che per una nostra superficialità, anche per la confusione ingenerata dal fatto a noi ignoto fino a ieri che via Eraldo Miscia e relativa piazza non risultano essere ben definite nella toponomastica ufficiale, tanto che alcuni dei palazzi che affacciano sull’area adiacente quella venduta hanno il civico in via don Minzoni. Da qui la denominazione dell’avviso relativo all’area “zona don Minzoni”. Ciò non toglie che, al di là di questa situazione oggettiva, ci sia stata superficialità nel mancato approfondimento da parte degli amministratori della particella indicata catastalmente negli atti. Di questa mancanza assumo la piena responsabilità sia in qualità di Sindaco che di Assessore al Patrimonio: seppur in un contesto fortemente condizionato dagli effetti della pandemia, è una circostanza che nella sua unicità invita a una seria riflessione in merito agli strumenti adottati affinché analoghe situazioni non possano accadere nuovamente”. 

“Sento quindi il dovere di scusarmi pubblicamente per l’accaduto, come ho fatto già personalmente con diversi residenti della zona e cittadini che in questi giorni mi hanno chiesto conto. Si tratta di un atto, seppur legittimo in tutti i suoi passaggi tecnici, non coerente con la nostra storia amministrativa che ha visto rivitalizzare spazi pubblici abbandonati o quasi. Penso all’area del monumento ai Martiri Ottobrini, all’ecoparco del quartiere Santa Rita, al parco giochi inclusivo Tilde Lametti nel quartiere Cappuccini, all’area di sgambamento tra via del Verde e via per Fossacesia che andremo ad inaugurare nei prossimi giorni solo per fare alcuni esempi. Da ultimo, penso al grande nuovo grande ecoparco attrezzato che sorgerà proprio nell’area verde che si trova tra via Miscia, via Ferro di Cavallo e via Rosato”. 

Il nuovo progetto

“Alla luce del confronto con la maggioranza e dei colloqui avuti in questi giorni con residenti e cittadini, al netto di altre azioni allo studio attualmente non percorribili o non concretizzabili, come Amministrazione intendiamo da subito realizzare nell’area adiacente a quella venduta uno spazio attrezzato e accessibile a tutti i nostri concittadini giovani e non, con più alberi e più illuminazione. Il progetto di un nuovo parco giochi pubblico, il più grande del centro città, sarà condiviso con i residenti della zona compatibilmente con le restrizioni anticovid19 e sorgerà in una piazza che andremo ad intitolare anche formalmente ad Eraldo Miscia per trasformare quell’area, da anni libera e non destinata in modo definitivo, in uno spazio di aggregazione ludico e accessibili a tutti”. 

“Questo episodio, unico nel suo genere in 10 anni di Amministrazioni a mia guida, certamente non può far passare in secondo piano quanto abbiamo investito in termini politici e amministrativi per l’ambiente e per la vivibilità della nostra città – conclude il sindaco – come la rivoluzione ambientale e culturale di Ecolan, la rivoluzione luminosa con la sostituzione di 6000 punti luce Led e il recupero di spazi verdi e non abbandonati o quasi che oggi rivivono e sono parte integrante della vita cittadina”.