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Lanciano: Petrosemolo è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi

Febbraio 14
20:54 2022

L’assassino è in carcere



Omicidio volontario, aggravato da motivi abbietti e futili: questa l’accusa mossa dal pm Serena Rossi nei confronti di Amleto Petrosemolo, 71 anni, arrestato e rinchiuso nel carcere di Lanciano (Chieti) per aver assassinato il suo vicino di pianerottolo Francesco De Florio De Grandis, 72 anni.

In casa, l’ex addetto al poligono di tiro custodiva cinque armi tra fucili e pistole, oltre le due abbandonate dopo l’omicidio sulla scena del delitto: la Beretta calibro 9 con cui ha sparato è stata trovata da un poliziotto sul muretto di una recinzione, mentre nello zainetto aveva una Glock. L’arma usata per il delitto era regolarmente denunciata.

Petrosemolo ha risposto alle domande del magistrato inquirente, collaborando a ricostruire la dinamica dell’accaduto; mercoledì dovrà spiegare al gip le motivazioni del gesto, durante l’interrogatorio di garanzia. Una ossessione, la sua, che l’avrebbe portato a tendere l’agguato al vicino sotto casa, in via Cipollone: prima una scarica di colpi, poi una breve pausa quindi un’altra scarica del caricatore da 15 colpi. De Grandis non ha avuto scampo. Quattro o cinque proiettili lo hanno raggiunto alla schiena, da una distanza di circa 10 metri.

Ten. Col. Vincenzo Orlando, comandante della Compagnia Carabinieri di Lanciano.

L’indagato riteneva che la vittima parlasse male di lui. Dopo l’omicidio si è rifugiato poco lontano dal luogo del delitto, da una conoscente che ha allertato i carabinieri, come hanno fatto nel frattempo alcuni testimoni, che hanno assistito attoniti alla scena da finestre e balconi. “È stato molto importante raccogliere subito le testimonianze per identificare in breve tempo l’indagato”, dice al Tgmax il comandante Vincenzo Orlando.

Mercoledì è prevista l’autopsia della vittima all’ospedale di Chieti, che sarà eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. Nel frattempo il popoloso quartiere Santa Rita si interroga sull’accaduto. “Siamo sconvolti, nessuno si aspettava una tragedia così grande. E’ una grande perdita per tutto il quartiere”, dice la barista di via Marciani. “Siamo tutti scossi”, aggiunge un cliente residente in zona. “Si ha paura di uscire”, commenta un altro anziano, riferendosi anche ai recenti episodi di cronaca che hanno interessa il quartiere Santa Rita, con la faida tra famiglie rom. “Fa male, fa molto male” commenta un altro passante al Tgmax, conoscente della vittima, “era una bravissima persona”.

Anche sui social i lancianesi continuano a manifestare cordoglio e affetto per De Grandis. “Più volte abbiamo creduto nella tua arte, nei tuoi dipinti che molto ti rappresentavano – scrive Cinzia  Z. mostrando dei disegni realizzati da Ciccillo -. Dipingevi di notte, nella tua soffitta, poi passavi a salutarci ogni giorno e a mostrarci le tue opere per me bellissime tanto da innamorarmene e non poter fare a meno di averle. Per me eri il Van Gogh di Lanciano. Dipingerai i tuoi cieli da lassù”. 

Il fatto

Alle 7.50 di domenica mattina De Grandis è uscito di casa, in via Cipollone, per andare a prendere l’autobus e recarsi in centro, dove avrebbe partecipato alla S.Messa in cattedrale. “Era devoto a Maria”, ricordano gli amici dell’Arciconfraternita del SS. Rosario in cui militava. Non sapeva e nemmeno poteva immaginare che il suo carnefice lo stesse aspettando per tendergli l’agguato fatale. Petrosemolo ha seguito la vittima per poche decine di metri e ha sparato, in strada, alle spalle dell’ex imbianchino.

Amleto Petrosemolo, 71 anni, fermato per l’omicidio.

L’omicida è reo confesso, ha collaborato con gli inquirenti per ricostruire l’accaduto. Adesso è richiuso nel supercarcere di Lanciano.

I vicini parlano di comportamenti al di fuori della normalità da parte dell’indagato, che avrebbe avuto manie di persecuzione, ma al momento non risultano certificati medici a sostegno di questa tesi. Sarà premura degli inquirenti eseguire accertamenti in proposito, visto il regolare possesso di armi da parte del presunto assassino.  

L’indagato, che viveva solo dopo la separazione dalla moglie, in passato aveva avuto un negozio di elettrodomestici e riparazioni di radio e televisioni, in seguito una macelleria e poi un’armeria. Appassionato di armi, frequentava il poligono dove si occupava della segreteria.

La vittima, invece, era un esperto artigiano anche per la preparazione di pupazzi in cartapesta per il carnevale: era noto in città con il vezzeggiativo di “Ciccillo”. De Grandis era da tutti conosciuto come il “pittore della notte”, perché dipingeva i suoi quadri soprattutto di sera.

Il commento del sindaco
“Una morte assurda, di una persona mite, che non ha mai fatto del male a nessuno”. Questo il commento del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini. “Una vita vissuta con la passione per la musica (chitarra solista dei PROVOS negli anni 60) e per la pittura (lo chiamavamo “il pittore della notte”). Mi piace anche ricordarlo come uno dei pochi artigiani lancianesi in grado di realizzare un carnevale con tecniche antiche. Caro amico Ciccillo, riposa in pace. Un abbraccio di cuore a tutti i famigliari”.

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