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Lanciano: processo blindato alla banda di rumeni che rapinò i coniugi Martelli

giugno 23
23:52 2019

Lunedì al via il processo



Lanciano (Chieti): la villa dei coniugi Martelli, dove si è consumata la violenta rapina il 23 settembre 2018.

Porte chiuse dal Gup e palazzo di giustizia interdetto a stampa e famigliari degli imputati per il processo che prenderà il via lunedì 24 giugno, a Lanciano (Chieti): alla sbarra ci saranno i 6 rumeni che il 23 settembre scorso rapinarono e pestarono i coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, nella loro villa alle porte della città. Ci sarà anche il fiancheggiatore, che secondo l’accusa aiutò l’autista della banda a tentare la fuga nelle campagne di Sant’Onofrio, a Lanciano, pochi giorni dopo l’episodio criminoso. 

L’udienza si svolgerà nell’aula della Corte d’Assise, al terzo piano, che per l’occasione sarà inaccessibile al pubblico. Tutte le altre udienze si svolgeranno ai piani inferiori.  

L’edificio sarà blindato internamente ed esternamente, con la presenza di decine di uomini delle forze dell’ordine a presidiare. Il provvedimento di sicurezza è stato adottato dl presidente del tribunale di Lanciano Riccardo Audino, in occasione dell’udienza preliminare in camera di consiglio dinanzi al gup Giovanni Nappi.

Tutti e sette gli imputati romeni hanno chiesto il rito abbreviato. Accusati della crudele rapina avvenuta a Lanciano la notte del 23 settembre 2018, a danno dei coniugi Martelli e la moglie Bazzan, alla quale venne brutalmente reciso il padiglione auricolare destro, risponderanno di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma; imputazioni per le quali il procuratore capo Mirvana Di Serio ha chiesto e ottenuto il loro rinvio a giudizio.

Gli imputati sono: il presunto capo banda Adrian Martin, fuggito ed estradato dalla Romania lo scorso novembre, Alexandru Colteanu, l’unico che non ha reso confessione, i fratelli Ion e Costantin Turlica e il loro cugino Aurel Ruset e l’autista George Ghiviziu. Il settimo romeno Gheorghe Traian Jacota risponde solo di favoreggiamento per la tentata fuga di Ghiviziu.

Dopo le ammissioni negli interrogatori di garanzia in carcere, i rapinatori sono stati inchiodati anche dai riscontri della polizia scientifica di Ancona che ha trovato tracce negli indumenti, suole delle scarpe, bottiglie e guanti sequestrati. Inoltre impronte, altre tracce biologiche ed ematiche anche nel borsone ritrovato durante la fuga sulla Golf, seconda auto utilizzata, oltre a una Bmw, dove c’erano fascette e nastro isolante con cui i Martelli vennero legati e imbavagliati.

Nel sanguinario assalto a villa Martelli, i rapinatori portarono via tre orologi e oggetti in oro. Con la Fiat Sedici del dottor Martelli, andarono poi a prelevare contanti, per un totale di 1.990 euro, con bancomat e carte di credito estorti al medico in pensione.

Gli imputati verranno a Lanciano da diversi penitenziari, anche di fuori regione. Probabilmente non sarà presente in aula il presunto capo della banda Adrian Martin.