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Lanciano: tentata truffa alle poste, arrestato

dicembre 07
12:17 2018

Allo sportello con documenti falsi



Lanciano (Chieti): tentata truffa all’ufficio postale di via Vittorio Veneto.

Si è presentato allo sportello dell’ufficio postale di via Vittorio Veneto, a Lanciano (Chieti), chiedendo di poter incassare un rimborso Irap, ma i documenti di riconoscimento erano stati falsificati: avvisati i carabinieri, Gennaro Esposito, 40 anni, di Napoli, è stato arrestato.  

L’episodio è accaduto ieri mattina. L’uomo pretendeva di farsi consegnare 1.600 euro di rimborso Irap, emesso dall’Agenzia delle entrate di Roma, esibendo una carta di identità, intestata al beneficiario del rimborso, oltre alla tessera sanitaria con codice fiscale, ma l’operatrice si è accorta dell’inganno durante gli accertamenti preliminari con il sistema Poste Italiane: la foto presente sulla carta di identità era tra quelle segnalate dal Servizio frodi delle Poste e, pertanto, l’impiegata ha avvertito la centrale operativa dei Carabinieri di Lanciano, senza che l’utente allo sportello potesse accorgersene.

Giunti sul posto, militari del Nucleo operativo e radiomobile hanno bloccato il 40enne, accertando che il documento in suo possesso, sebbene riportasse la sua foto, era di fatto intestato ad un’altra persona. Condotto in caserma e sottoposto a perquisizione, Esposito è stato trovato in possesso di un’altra carta di identità, intestata ad una seconda persona ma sempre con la sua fotografia, nonché una serie di documenti contraffatti che, questa l’ipotesi investigativa, avrebbe utilizzato per commettere reati della stessa specie.

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato ed ora dovrà rispondere di truffa aggravata e possesso di documenti di identificazione falsi validi per l’espatrio, reati per i quali rischia una condanna dai 3 ai 5 anni.

AGGIORNAMENTO

Convalidato l’arresto al processo per direttissima, tenuto in mattinata al Tribunale di Lanciano, l’uomo è stato posto ai domiciliari a Napoli. Esposito ha chiesto i termini a difesa, l’udienza è stata aggiornata all’8 gennaio 2019. 

Le indagini non si fermano: gli investigatori sospettano che l’arrestato sia solo un membro di un’organizzazione più ampia. Questo il meccanismo: nei centri di smistamento postale vengono reperite le lettere di rimborso dell’Agenzia delle entrate, che dovranno essere mostrate al momento della riscossione. Nel frattempo, si realizzano i documenti falsi con i nominativi dei reali beneficiari e le foto dei potenziali truffatori. Ed ecco servita la truffa agli sportelli di uffici postali e istituti di credito. Verifiche sono in corso in cerca di episodi analoghi.

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