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Lanciano: tutti gli arresti per la rissa tra famiglie rom

Luglio 11
08:58 2020

Conferenza stampa



Sono stati arrestati i responsabili della rissa furibonda tra famiglie rom, avvenuta la notte tra il 26 e il 27 giugno scorsi nel quartiere Santa Rita, a Lanciano (Chieti).

I dettagli sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa in commissariato di P.S. 

Sono 17 le persone identificate dalla polizia, a seguito della lite che si riaccese più volte durante la notte, tra via Spataro, via Sabino e via De Riseis.

Coinvolti uomini, donne e anche un minore, non imputabile. 

Fanno tutti parte dello stesso ceppo rom Guarnieri, ma appartenenti a due nuclei famigliari in lite tra loro.

Lanciano (Chieti): arresti per la rissa aggravata del 26 giugno.

Undici misure cautelari eseguite alle 7 di questa mattina: sette persone sono agli arresti domiciliari e gli altri hanno obbligo di firma; sono tutti uomini. 

Inoltre 4 donne sono state deferite a piede libero; deferito anche un minore, non imputabile.

Alla base della rissa aggravata ci sarebbe la disputa per questioni patrimoniali, che andava avanti da circa tre anni. Inoltre, anche uno scambio di casa popolare tra parenti. 

Lanciano (Chieti): mazze spranghe, cric utilizzati per la rissa; anche una stampella e una cassetta metallica della posta.

Il comunicato stampa

Questa mattina, personale della Sezione Anticrimine del Commissariato, diretto dal vice questore Lucia D’Agostino, unitamente a personale della Squadra Mobile di Chieti e del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara, hanno dato esecuzione ad 11 misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti alle due famiglie Guarnieri di Lanciano di etnia rom.

Infatti, a seguito dei noti fatti occorsi la sera del 26 giugno u.s, quando numerosi componenti delle famiglie si sono affrontati nel popoloso quartiere Santa Rita di Lanciano, cagionandosi vicendevolmente lesioni giudicate guaribili dai 10 ai 30 giorni, la Sezione Anticrimine del Commissariato procedeva all’identificazione dei responsabili, deferendoli in stato di libertà per i reati p. e p. dagli artt. 110, 61, 582 e 588 c.p.

L’attività investigativa, immediatamente posta in essere, ha permesso di accertare il coinvolgimento di 17 persone del medesimo ceppo familiare che, a vario titolo, hanno preso parte alla maxi rissa con l’utilizzo di armi improprie, quali bastoni, stampelle di metallo, crick di auto, mazze di legno e perfino una cassetta metallica della posta.

In considerazione dell’allarme sociale destato e della diminuita percezione di sicurezza, scaturita a seguito dell’evento delittuoso tra i residenti nel quartiere, la risposta da parte dello Stato, della locale Procura e della Polizia di Stato è stata tempestiva ed efficace, attraverso l’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio, predisposti dal Questore di Chieti Ruggero Borzacchiello, con l’intervento di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara in ausilio alle pattuglie del Commissariato.

Contestualmente, l’attività di indagine condotta dalla Sezione Anticrimine del Commissariato e dal personale della Polizia Scientifica, che forniva un contributo significativo per il buon esito delle indagini, è stata mirata e risolutiva, concentrandosi sull’esame del materiale video, della documentazione fotografica e delle iniziali testimonianze di alcune parti in causa, confermando l’ipotesi delittuosa della rissa aggravata.

Le parti infatti, si sono sfidate tra loro, percuotendosi con calci, pugni, mediante l’utilizzo di bastoni, con lancio di sassi e di oggetti.

Dall’escussione dei testi e dei querelanti, è emerso che il motivo scatenante della rissa sarebbe da attribuire all’affidamento di un appartamento dell’Ater ove tre anni prima abitava un appartenente alla famiglia di Angelo Guarnieri, ma che, a causa di continue liti con il vicinato, veniva scambiata successivamente con una cugina.

A distanza di tempo, la pretesa da parte del primo assegnatario di riottenere la restituzione dell’appartamento in questione con atteggiamenti violenti e minacciosi che hanno avuto una escalation fino al noto epilogo del 26 giugno u.s.

Vista la gravità dei fatti accaduti, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Carusi, il gip presso il Tribunale di Lanciano, Riccardo Audino, ha emesso le 11 misure cautelari, disponendo l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di 7 persone: Angelo Guarnieri, 62 anni, Gaetano Guarnieri, 60 anni, Fabrizio Guarnieri, 34 anni, Sergio Di Rocco, 42 anni (già arrestato la settimana scorsa, con Tommaso Guarnieri), Gaetano Guarnieri, 38 anni, Sante Guarnieri, 23 anni, Enzo Manzi, 44 anni; e la misura dell’obbligo di presentazione giornaliera presso il Commissariato di Lanciano nei confronti di 4 persone: Fioravante Di Rocco, 18 anni, Demis Manzi, 21 anni, Federico Cervelli, 20 anni, e Kevin Guarnieri, 21 anni.

“Nell’occasione, desidero sottolineare la forte e proficua collaborazione e sinergia con la Procura ed il Tribunale di Lanciano che ha fatto proprie le risultanze investigative del Commissariato dando una efficace ed adeguata risposta di sicurezza alla collettività”, conclude la dirigente.

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