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Lanciano: ubriaco urta il parapetto in mattoni che si sbriciola nel piazzale dell’autolavaggio di sotto, denunciato

Marzo 02
13:03 2020

Rilievi della polizia municipale



Lanciano (Chieti): un Merceds Coupé sfonda il parapetto in mattoni e precipita sul piazzale dell’autolavaggio GM.

È accaduto all’alba: un giovane, alla guida di un Mercedes Coupé 180, ha sfondato il parapetto in mattoni di larghetto Mario D’Ovidio, che si è sbriciolato nel piazzale dell’Autolavaggio GM, nella sottostante via per Fossacesia, a Lanciano (Chieti). Fortunatamente l’auto e il suo conducente si sono fermati sulla terrazza, senza precipitare.

Una scena degna del telefilm “Hazzard” degli anni Ottanta, quando i cugini Bo e Luke avevano abituato i telespettatori a corse rocambolesche per le strade della contea americana più famosa della TV.

Ma qui siamo in viale della Rimembranza, in pieno centro cittadino. L’episodio è avvenuto intorno alle 6 del mattino: il 25enne, di Santa Maria Imbaro, che viaggiava in direzione via De Crecchio, non si sarebbe fermato allo stop, salendo sul marciapiede e poi sulla terrazza, terminando la folle corsa con l’auto contro il vecchio parapetto, che ha ceduto all’urto. 

Il giovane è risultato in stato di ebbrezza alcolica ai controlli dei carabinieri, che lo hanno quindi segnalato alla Procura, mentre l’auto è stata posta sotto sequestro.

Lanciano (Chieti): transennato larghetto Mario D’Ovidio.

Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia municipale di Lanciano, per i rilievi di legge.

L’autolavaggio ha dovuto sospendere tutto il lavoro della mattina. “Gli operai del settore Lavori pubblici hanno ripulito l’area e transennato l’accesso alla terrazza”, dice l’assessore Giacinto Verna. “Prima di intervenire per il ripristino, attendiamo le procedure di legge”.

L’episodio mortale delle Feste di settembre

A settembre scorso un tragico episodio ebbe come teatro lo stesso larghetto D’Ovidio: nella notte di apertura delle Feste patronali, il giovane cameriere di Palermo Antonino Baldassarre Camarda, 26 anni, che lavorava a Fossacesia, precipitò dal parapetto e morì dopo una decina di giorni di agonia in ospedale, a Pescara.