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Ludovica fu sedata dal padre Fausto Filippone, nel corpo della piccola trovata una forte dose di tranquillante

maggio 29
17:14 2018

Niente nei corpi dei genitori, lo ha rivelato l’esame tossicologico  



Marina Angrilli, 51 anni, Ludovica Filippone, 10 anni, e Fausto Filippone, 49.

La bambina di 10 anni fu sedata da Fausto Filippone, prima del folle gesto. Nel corpo della piccola è stato trovato un quantitativo notevole di benzodiazepine. Lo scorso 20 maggio Filippone, dopo aver spinto la moglie Marina Angrilli dal secondo piano dell’appartamento di proprietà a Chieti Scalo, ha poi buttato da un cavalcavia della A14 la bambina di 10 anni.

Dopo sette ore di dialogo con forze dell’ordine e medici, si è ucciso anche lui. In queste ore sono stati diffusi anche i risultati tossicologici sui corpi di Filippone e della moglie: non è stata rinvenuta traccia di alcuna sostanza.

Francavilla al mare (Chieti): Fausto Filippone, 49 anni, di Pescara aggrappato alla rete di protezione del Viadotto Alento A14 prima di lanciarsi nel vuoto.

Benzodiazepine: questa la sostanza utilizzata da Fausto Filippone per sedare la piccola Ludovica, prima di lasciarla cadere nel vuoto dal viadotto Alento della A14. Si spiegano così quelle gambe penzoloni dal guard rail, mentre il padre la cingeva con un braccio, quando sono arrivati i poliziotti della stradale di Pescara nord: poi un volo lungo oltre 40 metri ma nessun grido è stato emesso da quella ragazzina descritta da tutti vivace e molto intelligente. Era incosciente Ludovica quando il padre l’ha lasciata cadere nel vuoto.

Esito negativo, invece, per gli esami tossicologici sui corpi dell’uomo e della moglie, Marina Angrilli, deceduta a seguito della caduta dal balcone dell’appartamento di Cheti scalo, spinta dal marito.

Gli investigatori attendono di conoscere il contenuto di 50 grammi di polvere, trovata in un bicchiere di plastica nell’auto di Filippone, la Bmw X1 bianca lasciata sulla A14, a 700 metri circa dal punto in cui l’omicida-suicida concluse il suo folle disegno di morte. Assieme al bicchiere, gli agenti hanno trovato anche una siringa con del liquido. La procura di Chieti, tramite il sostituto procuratore Anna Lucia Campo, titolare dell’inchiesta, ha affidato una consulenza sui due reperti, bicchiere e siringa. Una seconda consulenza è stata affidata ad un tecnico informatico, per esaminare i telefoni cellulari di Filippone e quello della moglie: il telefono della donna è stato trovato addosso al corpo di Filippone, dopo il volo dal viadotto “la scheda è andata distrutta – dice al Tgmax la dirigente della mobile, Miriam D’Anastasio – il perito sta cercando di recuperare i dati”.

L’obiettivo è ricostruire, “senza morboso accanimento” precisa D’Anastasio, la storia di una domenica di morte e i motivi che hanno spinto l’ingegnere di Pescara, manager alla Brioni, a sterminare una “famiglia normale”.