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Migranti: a San Salvo va in scena la protesta dei sindaci

luglio 15
15:03 2017

A San Salvo la protesta dei sindaci per l’arrivo di 50 migranti

Migranti: a San Salvo va in scena la protesta dei sindaci.

Una protesta civile per la difesa dei diritti dei cittadini e delle imprese, contro un governo sordo alle richieste della comunità e cieco rispetto alla realtà. Il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato diversi sindaci del territorio, imprenditori e commercianti, ha spiegato le sue ragioni contro l’arrivo di nuovi migranti organizzata davanti alla struttura che li dovrà accogliere in un ex albergo nella zona industriale di San Salvo.

Nessuna forma di razzismo ma la consapevolezza che chi fugge dall’Africa non può essere aiutato con la semplice ospitalità e che questo fenomeno sta oramai esplodendo con possibili forti tensioni sociali. «Il progetto ospitalità attuato dal governo nazionale – ha dichiarato il sindaco Magnacca – è fuori da ogni controllo. Non è più un’emergenza ma è diventato un fenomeno strutturale. Quella di questa mattina non è una protesta contro queste persone che meritano tutto il n ostro rispetto, ma dobbiamo far capire che non basta partire dai loro paesi per essere accolti e poi cosa accade gli troviamo anche il lavoro, che non possiamo assicurare nemmeno ai nostri concittadini?».

Per il sindaco di San Salvo, al suo fianco in fascia tricolore gli amministratori comunali di Cupello, Castiglione Messer Marino, Monteodorisio, Casalanguida, Casalbordino e Villafonsina, si tratta di migranti economici, “per quanto tempo ancora dobbiamo pagare le tasse per questo che è diventato un costo sociale elevato e non più sostenibile?».

A San Salvo la protesta dei sindaci per l’arrivo di 50 migranti

Magnacca ha ribadito di non essere contro i migranti né contro il Prefetto «che fa solo il suo dovere di uomo dello Stato», ma «siamo contro il governo e che consente di ospitare persone che poi ciondolano per intere giornate nelle nostre città».