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Montagna: 2019 annus horribilis per l’Abruzzo con otto morti su Gran Sasso e Maiella

Dicembre 30
17:45 2019

Pericolo ghiaccio inascoltato



Un intervento in montagna del Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo.

Il doppio della media dei decessi in montagna registrati negli ultimi dieci anni: per l’Abruzzo il 2019 è un “annus horribilis”, con le otto persone decedute quest’anno, delle quali sette a causa di incidenti, tutti avvenuti dalla fine di novembre ad oggi. 

Escursionisti poco attenti agli appelli 

Nei giorni scorsi, dopo le tragiche morti di tre persone tra Natale e Santo Stefano, il Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico aveva lanciato un appello a tutti i frequentatori della montagna a valutare attentamente le condizioni del terreno prima di intraprendere un’escursione. Infatti, in questi giorni il manto nevoso risulta particolarmente instabile e con diversi tratti ghiacciati, spesso anche poco visibili.

I nomi dei deceduti

Il primo decesso registrato quest’anno è quello dell’imprenditore aquilano Giuseppe Ioannucci, 48 anni, morto il 25 aprile scorso sul Gran Sasso per un malore che lo ha colpito mentre con la tavola da sci stava tornando a valle dopo un un’escursione.

Il primo dicembre viene ritrovato morto il 37enne di Città Sant’Angelo (Pescara), Matteo Martellini, disperso da venerdì 29 novembre e deceduto a seguito della caduta in un canalone sul versante sud ovest del monte Camicia; lo stesso giorno del ritrovamento muoiono per una caduta Gianpiero Brasile, 58 anni, medico originario di Lanciano (Chieti), e Antonio Muscedere (55), barbiere originario di Sora e residente a Posta Fibreno (Frosinone) in località Rava del Ferro, a 2.500 metri di quota, nel territorio comunale di Sant’Eufemia a Maiella (Pescara). Il giorno dopo, 2 dicembre, viene trovato morto l’escursionista che era disperso sul versante aquilano della Majella: si tratta di un carabiniere di Sulmona, in servizio a Castel di Sangro (L’Aquila), Fabio Cicone, di 51 anni.

Nel giorno di Natale Franca Di Donato, 49 anni, di Roseto degli Abruzzi (Teramo), viene travolta da una slavina, a circa 2.500 metri di altitudine: la donna, che aveva deciso di raggiungere il Corno Grande del Gran Sasso, è stata ritrovata il giorno dopo. Proprio a Santo Stefano perdono la vita anche due giovani alpinisti, Ryszard Barone, 25 anni, e Andrea Antonucci, 28, entrambi di Corfinio (L’Aquila), mentre tentavano di raggiungere la vetta del Gran Sasso sul versante orientale, scivolati e precipitati a valle per un migliaio di metri.