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Montagna, tre escursionisti morti sul Gran Sasso

Dicembre 26
19:55 2019

Tra Natale e Santo Stefano



Tre escursionisti morti sul Gran Sasso.

Natale tragico sulla montagna d’Abruzzo: sono tre gli escursionisti trovati morti sul Gran Sasso tra il 25 e il 26 dicembre. 

La prima vittima delle festività natalizie è una donna di 49 anni, Franca Di Donato, di Roseto degli Abruzzi (Teramo). Il ritrovamento del corpo è  avvenuto dopo una notte di ricerche, con l’aiuto dell’elicottero dell’aeronautica militare, che in volo notturno ha portato in quota le squadre di tecnici del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo: ispezionati a piedi il ghiacciaio del Calderone e la zona sottostante al rifugio  Franchetti. L’elicottero del 118, dalla base di Preturo (L’Aquila) e in volo dall’alba, ha infine avvistato la donna nel vallone dei Ginepri, a circa 2.500 metri di quota. Secondo i soccorritori, la Di Donato è stata travolta da un distacco nevoso. Amante esperta di quella stessa montagna che l’ha tradita, gli amici chiamavano la Di Donato la Stella alpina del Gran Sasso.

Le altre due vittime sono due giovani alpinisti di Corfinio (L’Aquila): Ryszard Barone, 25 anni, e Andrea Antonucci, 28, entrambi grandi appassionati degli sport all’aria aperta e amanti della natura. Ryzard e Andrea facevano parte di un gruppo di quattro alpinisti che aveva trascorso la notte nel Rifugio Franchetti, sul Gran Sasso. Insieme avevano deciso di salire in vetta, legati a due a due. I due amici di Corfinio stavano percorrendo un itinerario alpinistico sulla cima orientale del Gran Sasso, legati tra loro “in conserva”, quando sono scivolati per circa un migliaio di metri fino alla base della ferrata Ricci, sul versante teramano del Gran Sasso.

Il ritrovamento dei corpi, ormai senza vita, dei due giovani è avvenuto nel pomeriggio. Dopo aver sbarcato in quota alla base della parete due tecnici di elisoccorso del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo, l’eliambulanza del 118 di Pescara ha provveduto al recupero delle due salme per mezzo del verricello, entrambe trasportate fino ai Prati di Tivo e consegnate alle autorità.