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Non è finita: è caccia ai componenti della banda coinvolti in altri assalti a bancomat

maggio 07
13:23 2018

Nel mirino dei banditi anche la ex Carichieti di Piane d’Archi e la Bper di Selva di Altino



Piane d’Archi (Chieti): la scena del crimine, durante i lavori degli artificieri per il disinnesco della marmotta con 380 grammi di miscela pirica nel Postamat. Sull’asfalto di via Nazionale un tappeto di bossoli, circa trenta i colpi esplosi.

Avevano preso di mira più obiettivi i banditi del tentato assalto allo sportello postamat di Piane d’Archi (Chieti), avvenuto intorno alle 3 nella notte di domenica 6 maggio.

I carabinieri, che hanno teso l’agguato, erano infatti appostati anche di fronte al bancomat della ex Carichieti, oggi Ubi banca, a meno di 200 metri dall’ufficio postale e sulla stessa via Nazionale.

L’istituto di credito è vicino al bar Zappacosta, dove i 4 giovani di Selva di Altino si trovavano a bordo dell’Alfa 156 rimasta coinvolta nella sparatoria. Tutti illesi i tre ragazzi e la barista, che presi dal panico alla vista dei mitra puntati dai carabinieri in borghese, sbucati all’improvviso tra le case, si sono diretti in retromarcia proprio in braccio ai malviventi.

Piane d’Archi (Chieti): l’Alfa 156 dei 4 giovani di Selva di Altino, rimasti coinvolti nella sparatoria.

I militari sparano alle gomme della vettura sconosciuta, scambiando inizialmente il gruppo di amici per complici dei banditi. Nella corsa l’Alfa ha travolto un palo della segnaletica verticale e si è fermata accanto al postamat imbottito di 380 grammi di miscela pirica rimasta inesplosa.

Nel frattempo i veri banditi non si fermano all’alt intimato dai carabinieri e fuggono brandendo un kalashnikov. Ma non fanno i conti con il radiatore ridotto a colabrodo dai proiettili dei militari (una trentina sparati in totale) e si fermano con la Fiat Stilo a Guarenna di Casoli, a un paio di km dalla scena del crimine. Tutti e 5 i foggiani vengono presi e arrestati, compreso il basista a bordo di una C3, foggiano anch’egli, che proprio nell’agro casolano aveva allestito il covo nelle settimane precedenti.

Chieti: conferenza stampa dei carabinieri dopo gli arresti della banda foggiana, nella sede del comando provinciale.

Tuttavia la banda non è affatto sgominata, avvisano i carabinieri della compagnia di Lanciano, che sono arrivati ad acciuffare i criminali ritenuti responsabili di altri due colpi: l’assalto del Primo maggio allo sportello bancomat della Bper a Mozzagrogna (bottino da circa 35 mila euro) e la rapina a mano armata del 26 marzo alla gioielleria Follie d’oro del centro commerciale Lanciano (bottino circa 150 mila euro).

Le indagini iniziarono proprio da quest’ultimo episodio criminoso: con pedinamenti e gps installati su auto di ospiti sospetti di B&B nell’area frentana, su autorizzazione del procuratore capo presso il tribunale di Lanciano che coordina l’inchiesta. L’obiettivo degli inquirenti è catturare altri componenti della banda, che di volta si organizza con membri diversi per agire in territorio frentano – sangrino, considerato terra di conquista per scorribande e razzie con facili vie di fuga. Almeno fino ad ora.