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Parco della Majella ancora in fiamme: De Sanctis, servono 700 uomini dell’Esercito

agosto 31
19:02 2017

Parco della Majella ancora in fiamme, il Morrone brucia da 12 giorni. De Sanctis: serve l’intervento massiccio dell’Esercito, “settecento uomini, non 70!”.

Nel suo report sugli incendi boschivi, aggiornato alle 13.30 di oggi, la Sala Operativa Abruzzo dei Vigili del Fuoco ha comunicato che sono ‘attivi’ incendi nell’area Sulmona-Marane-Badia, sul Morrone, con oltre 450 ettari a 600-1800 metri sul livello del mare percorsi dal fuoco e nella zona di Pacentro (L’Aquila) dove 500 ettari tra 700-1600 metri di quota sono attraversati da fiamme. Nel primo caso, dove i roghi proseguono da 12 giorni, i mezzi aerei presenti sono 3 Canadair che hanno effettuato 92 lanci di 5.600 litri di acqua ciascuno; un elicottero S-64 Erickson che ha effettuato 43 lanci di 9.000 litri di acqua ciascuno. A terra, squadre di 16 vigili del fuoco muniti di 2 autopompe e di 2 pickup; 19 volontari di P.C. muniti di 4 pickup; 10 Carabinieri-Forestali; 20 militari dell’Esercito.



Nel secondo caso, sono impegnate squadre a terra di 10 vigili del fuoco muniti di 2 autopompe e di 2 pickup; 6 volontari di P.C. muniti di 2 pickup; 15 militari dell’Esercito. 

Sulmona (L’Aquila): incendio sul monte Morrone, Canadair in azione

Altri incendi, che il report della Sala Operativa Abruzzo dei Vigili del Fuoco indica come ‘sotto controllo’, interessano e zone di Prezza-Raiano (L’Aquila), con un’area percorsa dal fuoco di 100 ettari a 700 metri di quota, e Tione degli Abruzzi dove cento ettari, nel territorio aquilano, sono percorsi dal fuoco. A Prezza-Raiano sono presenti un elicottero AB412 che ha effettuato 60 lanci della portata di 900 lt per ogni lancio e, come squadre a terra, 19 vigili del fuoco muniti di 2 autopompe, 2 pickup; 10 volontari di P.C. muniti di n. 4 pickup; 15 militari dell’Esercito. A Tione (le fiamme sono a 800-1000 mt s.l.m. in un’area collinare impervia) sono impegnate squadre a terra: 22 vigili del fuoco muniti di 3 autopompe e di 2 pickup; 6 volontari di P.C. muniti di 2 pickup; 15 militari dell’Esercito.

Alzano ancora la voce gli ambientalisti, che chiedono l’intervento massiccio dell’esercito sul campo. “Settecento uomini, non settanta!” dicono Forum H2O, Stazione ornitologica abruzzese e Nuovo Senso Civico. “Bisogna dislocare centinaia di uomini con esperienza e relativi mezzi, motoseghe, ruspe, visori, elicotteri per trasporto. È incredibile che tutto ciò possa avvenire nelle aree come l’Afghanistan mentre quando l’emergenza è nel nostro territorio uomini e potenti strumenti restano nelle caserme”. 

Nel frattempo sul campo ci sono tanti volontari con esperienza, mentre i semplici cittadini che volessero contribuire, possono dare una mano con le ronde organizzate. “Ma sulle tagliafuoco e in aree complicate, impervie e in quota – dicono gli attivisti – bisogna impegnare personale specializzato e in grande quantità”.