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Pescara, tre vigili urbani simbolo della legalità

febbraio 25
20:45 2018

Pescara: sede del comando di Polizia municipale

Tre agenti della polizia municipale di Pescara diventano simbolo di legalità e lotta alla corruzione.



A sancirlo è il Trasparency International, la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione, che ha inserito il caso dei vigili protagonisti nella vicenda del mancato pagamento di una multa per divieto di sosta da parte dell’allora questore di Pescara, Paolo Passamonti, al quale era stato restituito il veicolo rimosso dal carro attrezzi (la cosiddetta ‘multa fantasma’), all’interno di ‘Ad Alta Voce’, il report annuale nel quale vengono riportati casi da tutta Italia che siano di esempio positivo per la lotta alla corruzione.

A renderlo noto è il consigliere comunale di M5S, Massimiliano Di Pillo.

Il fatto risale all’8 dicembre 2011, ma fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica nell’aprile 2013 da una dettagliata inchiesta del quotidiano ‘Il Tempo’ che pubblicò tutti i documenti, compresa la contravvenzione.

Qualche giorno dopo la Procura di Pescara inviò i carabinieri nella redazione con un decreto di sequestro redazionale e domiciliare per il giornalista Marco Patricelli, che aveva condotto l’inchiesta, facendo insorgere l’Ordine dei Giornalisti e la Fnsi.

Nei confronti del giornalista arrivò poi la querela da parte del questore, finita con un proscioglimento su richiesta del pm che parlò di ‘legittimo diritto di cronaca, rispondenza ai fatti e zone di opacità istituzionale’.

Archiviata, in base al regio decreto 1907, l’inchiesta della Procura sulla restituzione dell’auto; assolto uno dei tre vigili, Angelo Volpe, nell’ambito di un’altra inchiesta, questa volta per l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto d’ufficio.