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Ponte Sente, va in scena la protesta dei giornalisti (quelli che cantano con la penna)

settembre 18
20:41 2019

A Belmonte nel Sannio



La protesta dei lumini al ponte “Sente Longo”.

A riaccendere i riflettori sulla vicenda, depositando un cuore di lumini all’imbocco dell’infrastruttura chiusa da un anno, sono due giornalisti: Francesco Bottone, abruzzese di Castiglione Messer Marino (Chieti), e Maurizio D’Ottavio, molisano di Agnone (Isernia). 

Una protesta che ha chiamato a raccolta residenti e stampa delle due regioni, una volta insieme negli Abruzzi: il viadotto “Sente – Longo”, che collega l’Alto Molise all’Alto Vastese, è interdetto al traffico con gravi ricadute per l’economia locale. 

Sul posto è stata celebrata “la morte di una infrastruttura viaria essenziale”, non più percorribile in seguito alle verifiche post sisma del 2018 con epicentro a Montecilfone (Campobasso). L’obiettivo è stato anche quello di sollecitare un intervento delle istituzioni. Studenti e lavoratori pendolari, d’Abruzzo e Molise, hanno raccontato il calvario quotidiano per raggiungere la scuola, le aziende, l’ospedale di Agnone (Isernia) con tempi di percorrenza quadruplicati.

A piedi, percorrendo il viadotto da Castiglione Messer Marino (Chieti) fino a Belmonte nel Sannio (Isernia) luogo dell’incontro, è arrivata anche Felicetta Tatangelo, 81 anni, che ha esortato tutti a “non mollare”.

“Mentre in altre parti del mondo realizzano opere mastodontiche nell’arco di pochi mesi, in questo lembo di terra, abbandonato dai politici e da Dio, bisogna annotare l’ennesima promessa non mantenuta, l’ennesima presa per i fondelli nei confronti dei residenti delle aree interne che caparbiamente e non senza problemi dovuti a mancanza di servizi, balzelli di ogni genere, viabilità da anteguerra e continui tagli,  perseverano nel vivere in questi territori – afferma Maurizio d’Ottavio, direttore della testata web che insieme al redattore Bottone si è fatto promotore dell’iniziativa -. Esattamente un anno fa, la classe politica molisana e abruzzese ha giurato e spergiurato di impegnarsi concretamente per la partenza delle nuove opere, tuttavia, ad oggi, certifichiamo il nulla assoluto. Situazione quest’ultima che ha creato e sta creando un danno economico incalcolabile ad un tessuto sociale già di per sé logoro e provato e alle prese con seri problemi di sopravvivenza”.

“Che fine hanno fatto – chiede il giornalista Francesco Bottone – i due milioni promessi con il decreto Genova dal MoVimento Cinque Stelle? Dopo un anno siamo a conoscenza che alla Provincia di Isernia è stata accreditata una somma irrisoria di 400 mila euro. Una cifra assolutamente insufficiente. Inoltre, sarebbe interessante sapere cosa stanno facendo i sedicenti amministratori locali, vigili e presenti solo quando si entra nel vivo delle varie campagne elettorali. Al contempo merita di essere immediatamente chiarita la relazione stilata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania che di fatto boccia clamorosamente il progetto della Provincia di Isernia e genera al tempo stesso pesantissime incognite sulla riapertura del viadotto. Domande legittime  – aggiunge Bottone – rispetto alle quali le popolazioni interessate chiedono risposte esaustive e immediate, corredate da  fatti e non più da proclami irrealizzabili come purtroppo accaduto da un anno a questa parte”.

Il “Sente Longo” è un ponte stradale tra i più alti e importanti d’Italia.

Il “Sente Longo” è un ponte stradale tra i più alti e importanti d’Italia: con i suoi 185 metri di altezza e 1200 metri di lunghezza, campate di 200 metri, è un’imponente opera ingegneristica nonché uno dei monumenti strutturali più importanti d’Europa. E’ stato realizzato tra il 1974 e il 1977, in acciaio e calcestruzzo. Per saperne di più leggi QUI.