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Ragazza narcotizza conoscente 54enne per rapinarlo

Ottobre 12
12:42 2016

Sede della Questura di Pescara

Pescara, 12 ottobre 2016 – Narcotizzato per rapina da una 19enne, finisce in coma all’ospedale di Pescara: una vicenda che per fortuna si è conclusa senza gravi conseguenze per l’uomo, un 54enne di Pescara. La verità è venuta fuori settimane dopo grazie alle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Pescara che ha ricostruito l’accaduto, indagando la giovane e un suo complice di 35 anni. Il 14 settembre scorso, presso l’Ospedale Civile, veniva ricoverato in stato di coma il 54enne, il quale era stato soccorso da personale del 118 che lo aveva trovato privo di sensi a bordo della propria autovettura. La vittima, malgrado non avesse mai assunto in vita sua sostanze stupefacenti o psicofarmaci, risultava gravemente intossicata da benzodiazepine, principio attivo di alcuni potenti psicofarmaci somministrabili solo con ricetta medica specialistica. Una volta ripresosi, l’uomo ha raccontato ai poliziotti di essersi sentito male dopo aver bevuto una coca cola dallo strano sapore, acquistata in un locale di Montesilvano (Pescara), presso il quale era andato a cenare con una conoscente, A.F., una diciannovenne di Pescara. Dopo cena, mentre stavano rincasando, la ragazza gli aveva chiesto di finire di bere la sua coca cola, con il pretesto di non volerla sprecare. Pur sentendo un sapore strano, l’uomo aveva bevuto la bibita e, poco dopo, aveva perso i sensi. L’attività investigativa intrapresa dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Pescara ha permesso di accertare che, quella notte, al malcapitato era stato sottratto il portafogli con i documenti, 70 euro in denaro contanti e due tessere bancomat con le quali, a breve distanza di tempo, erano stati effettuati due prelievi fraudolenti per un ammontare di 380 euro. Gli investigatori, quindi, riuscivano ad identificare l’autore di tali prelievi, un tossicodipendente pescarese di 29 anni, il quale, messo alle strette, confessava di aver escogitato il piano assieme alla 19enne, con la quale aveva una relazione, e ad un altro complice, D.C., pescarese di 35 anni. Il piano escogitato prevedeva l’azione della giovane per far bere la bibita allungata con lo psicofarmaco all’uomo, per poi derubarlo. In casa della giovane i poliziotti hanno sequestrato un flacone di medicinale contenente la benzodiazepina, normalmente utilizzato dalla madre della ragazza. Al termine delle indagini il Gip del Tribunale di Pescara Nicola Colantonio su richiesta del Pm Mirvana Di Serio ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a carico della giovane 19enne, con prescrizione di non uscire nelle ore notturne, e la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per il 35enne, mentre nessun provvedimento cautelare è stato emesso a carico del reo-confesso 29enne, in ragione della collaborazione fornita agli inquirenti. Nel suo provvedimento il giudice ha sottolineato il ruolo preminente della 19enne nell’ideazione e realizzazione del piano criminoso che ha esposto la vittima a rischi notevoli, con danni fisici che avrebbero potuto essere anche irreversibili, oltre al fatto che gli indagati hanno messo in pericolo anche l’incolumità pubblica, visto che la vittima ha assunto lo psicofarmaco mentre era alla guida di un’auto.