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Raggi richiama Ranieri, a Roma serve un tecnico per la gestione operativa di Ama

ottobre 17
08:03 2019

L’incontro in Campidoglio



Massimo Ranieri, presidente di Ecolan Spa.

Mentre il presidente della Regione firma la nuova delibera con cui l’Abruzzo accoglie altre 4 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati al mese dalla Capitale d’Italia, per il trattamento ad Aielli (L’Aquila) e a Chieti, la sindaca di Roma ricontatta il presidente di Ecolan.

L’incontro in Campidoglio per un ruolo tecnico

Da m’Ama a non m’Ama più a forse m’Ama ancora: a pochi giorni dalle dimissioni di tutto il Cda, Massimo Ranieri è tornato in Campidoglio, su invito di Virginia Raggi.

“Sono andato per rispetto istituzionale ed ho incontrato la sindaca e un dirigente – riferisce Ranieri al Tgmax -. Mi è stato proposto un ruolo diverso – dice l’ex membro del Cda Ama – operativo e tecnico”.

Fino ad oggi non c’è stata ancora una proposta formale. 

Cda dimissionario alla Corte dei conti

Nel frattempo Ranieri, assieme agli altri membri del Cda dimissionario di Ama Spa Luisa Melara presidente e Paolo Longoni amministratore delegato, è stato ascoltato dalla procura della Corte dei conti, a Roma. 

“Siamo stati convocati – afferma Ranieri – ed abbiamo risposto alle domande che ci venivano poste”. Non aggiunge altro l’ex consigliere di amministrazione di Ama Spa, che assieme a tutto il Cda scrisse alla Raggi una lettera di sei pagine argomentando le dimissioni. 

La lettera delle dimissioni del Cda Ama 

“A spingerci ad adottare la decisione non è la vicenda del bilancio ma è il tema, assai più grave, che verte esclusivamente sulla assoluta inerzia e constatata mancanza di una fattiva e concreta collaborazione con Ama per superare situazioni di criticità riscontrate su più piani”, si legge nella missiva. 

“Tale inerzia – prosegue l’ex Cda – viene stigmatizzata perché le emergenze di Ama e la corretta esecuzione dei servizi senza la partecipazione di Roma Capitale, con qualità di interventi e tempi di risposta compatibili e coerenti con la situazione critica emergenziale presupposta, non possono essere affrontate e risolte”, scrive ancora il Cda.

In sostanza, rileva il Cda, “sembra di percepire da tale incomprensibile atteggiamento da parte di Roma Capitale” che il Campidoglio “consideri Ama non una propria emanazione bensì un soggetto privato antagonista del pubblico interesse con l’ulteriore paradossale considerazione che il denaro dato ad Ama sia sottratto dai fini pubblici”. Il presidente Melara, l’ad Longoni e il consigliere Ranieri si sono dimessi rilevando che “da parte nostra è venuta meno la necessaria fiducia nel Socio Unico di Ama Spa”. 

Il piano operativo per Roma

Una volta che ne avevamo trovato uno buono”: è il commento di un dirigente del Campidoglio, alla notizia delle dimissioni di Massimo Ranieri dal Cda di Ama, segno che qualcosa di buono nella Capitale si stava facendo sul fronte rifiuti.

“Avevamo presentato un piano industriale a brevissimo termine, di azioni da mettere in campo entro il 2020”, spiega Ranieri.

Azioni urgenti da concretizzare con la realizzazione di “centri di raccolta, piattaforme di selezione, come quelle che ha Ecolan dal 2017 – sottolinea Ranieri – e ancora centri del riuso e implementazioni della raccolta differenziata, che non è uguale in tutti i municipi”.