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Rati termina il primo ciclo di webinar con un dibattito sui temi urbanistici e coronavirus

Luglio 01
20:45 2020

A Lanciano



Rati chiude la prima serie di webinar con i professori universitari Mosè Ricci e Maurizio Carta, che affronteranno temi fondamentali legati a un “nuovo modello di sviluppo”, capace di abbandonare vecchi paradigmi e di inaugurare, con convinta decisione, la strada della sostenibilità, in tutte le sue declinazioni. 
I due ospiti saranno coordinati dall’architetto Agnese Senerchia, socio RATI.

“L’associazione continua la sua azione di sensibilizzazione sociale su temi cruciali della nostra epoca, che l’epidemia di Coronavirus ha fatto emergere in tutta la loro portata”, commenta il presidente Giovanni Di Fonzo.

“Gli argomenti trattati nei sei appuntamenti, che si sono susseguiti dal lockdown alla fase della ripartenza,  hanno avuto un filo che li collegava tutti e tutti – prosegue Di Fonzo – hanno messo a nudo le cose fatte, quelle non fatte, quelle fatte male in questi due decenni del nuovo millennio”.

La pandemia ha fatto emergere il livello e la dimensione delle disuguaglianze, i tanti modi nei quali si sono manifestate.

“È stato detto che di fronte al virus assassino siamo tutti uguali, ma il tempo della pandemia non è stato vissuto allo stesso modo in tutte le case – dice Di Fonzo – le disuguaglianze si sono manifestate in tanti modi, dalla mancanza di computer per i ragazzi per le lezioni a distanza, alla consapevolezza tremenda per genitori precari di stare a perdere il lavoro e quindi il reddito”.

“Nulla come prima deve essere una speranza – aggiunge Di Fonzo – e quindi dobbiamo cogliere l’occasione della pandemia per fare anche quello che non si è mai fatto, farlo bene e fino in fondo”.

“Abbiamo intenzione di proseguire a fine estate – annuncia il presidente Di Fonzo – per ampliare e approfondire le problematiche più direttamente collegate alla nostra realtà territoriale e regionale. Proveremo a stimolare direttamente gli ordini professionali, le Università, il sistema scolastico e quello istituzionale affinché esprimano una resilienza e un attivismo più robusti, perché la crisi sistemica è profonda, pervasiva e irreversibile anche se non sufficientemente avvertita da tutti”.

“La politica, le istituzioni pubbliche e private, categorie sociali di ogni tipo balbettano e fanno ricorso a vecchie formule, vecchie frasi che si mostrano del tutto inadeguate – commenta Di Fonzo – di fronte ad una situazione nuova e che potrebbe diventare drammatica. I micro comizi dei TG ormai disturbano”.

“Ora – prosegue il presidente Rati – o ci accontentiamo di misurare le insufficienze di questi soggetti o si decide di reagire uscendo dalla dimensione individuale e ci si impegna su un terreno collettivo, perché è su questo che si può costruire una uscita in avanti”.

“Si tratta di reinventarsi, ripensare la propria professione, la propria vita e comprendere come nell’impegno collettivo c’è la speranza di poter migliorare se stessi”.

“Con la pandemia, ci dice il prof. Ricci, entra drammaticamente in crisi un modello di sviluppo fondato sull’economia della finanza e sull’orizzonte metropolitano.
La coincidenza tra le aree più infette e le aree più inquinate è impressionante e dipende in misura decisiva dall’inquinamento che densifica l’aria e abbassa le difese dei singoli.
Possiamo ora cogliere l’occasione per cambiare i vecchi orizzonti di crescita quantitativa, coltivando uno sviluppo dell’economia civile, una cultura del bene comune, dei beni relazionali e ambientali, avanzando una proposta di azione condivisa che preveda tempi e modi di attuazione diversi”.

“Chiediamo che per la rinascita del Paese si eroghino fondi pubblici, credito agevolato, de-fiscalizzazioni, solo alle azioni dei singoli, degli Enti e delle imprese che concretamente perseguano 3 principi inderogabili per lo sviluppo ecologico e le sfide ad essi connesse:
⦁ Coesione sociale e welfare, Educazione, Azioni per la felicità delle persone e la bellezza degli ambienti di vita. No digital divide;
⦁ Mitigazione e adattamento ai grandi cambiamenti climatici, Energia da Fonti Rinnovabili. Riciclo Rifiuti. Lotta all’inquinamento, città “climate proof”;
⦁ Habitat sostenibile, Nessun aumento dell’Urban Footprint, riciclo-rigenerazione-riuso del patrimonio esistente, riorganizzazione della mobilità, valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche.

Sono principi semplici, adattivi ai diversi settori, ai differenti contesti e alle diverse scale delle azioni di cambiamento. Prevedono sfide da perseguire e combattere giorno per giorno, che – conclude Di Fonzo – possano generare emancipazione sociale e spazi sicuri per una vita felice”.

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