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Reddito di cittadinanza: a Lanciano un bando per l’inclusione sociale

Febbraio 14
20:11 2020

Arriva il Puc



Il Comune di Lanciano (Chieti) è alla terza fase del reddito di cittadinanza e pubblica un avviso rivolto ad enti del terzo settore, enti pubblici e associazioni dell’ambito distrettuale sociale Frentano, per l’attuazione di progetti utili alla collettività.

Si chiamano in gergo Puc e sono costruiti attorno alla persona, dopo averne determinato il bilancio delle competenze nell’ufficio appositamente creato all’interno dell’Assessorato dei Servizi alla Persona.

Sul territorio comunale sono stati individuati 366 nuclei famigliari con i requisiti: alcune famiglie vivono in condizioni disperate, dicono in conferenza stampa l’assessore Dora Bendotti e la dirigente Giovanna Sabbarese. Situazioni finora sconosciute alle Politiche sociali ed emerse con le rilevazioni delle ultime settimane.

I beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere attività nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto per l’inclusione sociale; con il Puc, potranno svolgere da un minimo di 8 ore fino a un massimo di 16 ore a settimana, come previsto dalla normativa, garantendo “la propria partecipazione a progetti utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il comune di residenza”.

L’età media dei beneficiari è compresa tra 45 e 50 anni: alcuni hanno bisogno di un percorso formativo per ottenere una qualifica professionale, è stato detto in municipio, altri sono in possesso di laurea. Il ventaglio è dunque ampio. L’assessorato ha già avuto incontri formali con il Tribunale di Lanciano e con Ecolan Spa. Interesse è stato espresso anche dalle associazioni di volontariato del territorio. C’è richiesta, ad esempio, di volontari che facciano compagnia a persone anziane e sole

In nessun caso, è stato specificato in conferenza stampa, il Puc andrà a sopperire a carenza di personale. 

Assicurazione e sicurezza

Per quanto riguarda infine i costi, “il Comune di residenza del beneficiario RDC, mediante il fondo povertà appaltato a ditta esterna, si impegna, attraverso l’equipe multidimensionale del servizio sociale professionale, a fornire agli organismi convenzionati ogni informazione utile per il corretto inserimento dei beneficiari dell’attività; a monitorarne periodicamente lo svolgimento, la frequenza ed il rispetto di quanto previsto dal Patto per l’Inclusione o Patto per il lavoro; a garantire la necessaria copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali presso l’INAIL; a garantire la necessaria copertura assicurativa per la responsabilità civile per danni causati a terzi; a garantire la formazione di base sulla sicurezza (rimborsabili solo quelle obbligatorie); ad assicurare la fornitura di eventuali dotazioni anti infortunistiche e presidi- assegnati in base alla normativa di sicurezza; e ad assicurare l’attività di coordinamento e di supervisione nell’ambito dei singoli progetti”.

L’avviso comunale scade il prossimo 28 febbraio. 

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