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Riqualificazione della Villa delle rose, D’Alfonso indagato

aprile 07
11:16 2018



Progetto di riqualificazione del parco “Villa delle Rose” di Lanciano (Chieti).

“La rilettura dell’azione politica e degli atti della Pubblica amministrazione da parte di un giudice terzo è un dato di fatto positivo che certifica alla fine del suo percorso la correttezza e la compiutezza dell’impegno istituzionale a cui chi ha responsabilità guarda senza timore”. Così il governatore Luciano D’Alfonso commenta l’avviso di chiusura delle indagini nell’inchiesta della procura di Pescara, che lo vede indagato per concorso in falso ideologico, assieme ad altri sei: gli assessori Dino Pepe, Marinella Sclocco, Silvio Paolucci e Donato Di Matteo, oltre al capi di gabinetto Fabrizio Bernardini e all’ex segretario di giunta Claudio Ruffini. 

L’inchiesta, coordinata dal pm Rosaria Vecchi, riguarda la delibera di giunta regionale n. 367 del 3 giugno 2016, che “dava indirizzo alla struttura tecnica della Regione – spiega D’Alfonso – di esplorare le possibilità di individuare risorse da destinare alla riqualificazione di un bene pubblico di grande valore culturale e ambientale quale quello di Villa delle Rose a Lanciano“.

“L’assunzione di quell’atto è avvenuta – come si dimostrerà per tabulas – in una giornata di intenso lavoro – commenta il presidente – coincidente con la responsabilità istituzionale che mi vedeva impegnato nel corso della mattinata a Roma, a Palazzo Chigi e presso l’ambasciata americana, nel primissimo pomeriggio in un impegno elettorale a Collecorvino e, a seguire, lo svolgimento istituzionale della Giunta regionale per l’approvazione della delibera citata, per poi riprendere un percorso politico-istituzionale incontrando amministratori e cittadini a Francavilla, Lanciano e Manoppello”.

La procura contesta a D’Alfonso la presunta assenza a quella riunione di giunta.  

“L’ipotesi di lavoro della Procura pescarese pertanto – conclude il governatore nella sua nota difensiva a mezzo stampa – mi vedrà impegnato a favorire e far acquisire ogni utile informazione e documentazione che permetta alla magistratura di pervenire alla verità incontrastata certificante l’assoluta correttezza e liceità delle attività svolte anche in questo caso dal sottoscritto, dai componenti della Giunta e dai collaboratori interessati dal procedimento”.