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San Buono: troppe irregolarità, la prefettura smantella il Cas e trasferisce 56 migranti

dicembre 26
11:36 2018

Controlli con 30 militari



San Buono (Chieti): i carabinieri al Cas smantellato.

Numerose gravi mancanze sotto vari profili, da quello sanitario a quello ambientale e strutturale: è quanto hanno verificato i carabinieri del Comando provinciale di Chieti al Cas di San Buono (Chieti), nel corso di una operazione pianificata ed eseguita il 12 dicembre scorso.

A rendere noti i dettagli è lo stesso Comando. Nell’operazione sono intervenuti anche i Reparti speciali dell’Arma.

Il Cas, situato all’interno dell’ex convento di Sant’Antonio, presentava “numerose e gravi mancanze sotto i profili: sanitario, ambientale, lavoristico, ecologico e strutturale, che determinavano la comminazione di plurime sanzioni nei confronti della cooperativa gestrice”, scrive il Comando provinciale dei carabinieri.



Nel corso dei primi accertamenti, riferisce la nota, i militari hanno riscontrato “condotte che richiedevano più approfondite verifiche”.

San Buono (Chieti): i carabinieri controllano la documentazione del Cas nell’ex convento di Sant’Antonio.

L’operazione, quindi, ha avuto una seconda fase il 20 dicembre, quando la Prefettura di Chieti ha disposto il ricollocamento d’urgenza dei 56 ospiti del centro, presso altre strutture della provincia.

I C.A.S. o Centri di Accoglienza Straordinaria, sono strutture volte a compensare la mancanza di posti negli ordinari centri di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Tali centri sono individuati dalle Prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, e si occupano del richiedente fino al suo trasferimento nelle strutture di seconda accoglienza.

I C.A.S. dovrebbero fornire, tra gli altri servizi, assistenza sociale e sanitaria, attività multiculturali, inserimento scolastico dei minori, mediazione linguistica, culturale e così via. “Talvolta però – conclude la nota del Comando provinciale dei carabinieri di Chieti – ciò non avviene come previsto“.