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Sasi: servono 30 milioni per rifare la condotta Casoli-Scerni, appello ai sindaci per lavorare insieme

luglio 31
20:15 2019

Chiesto incontro alla Regione Abruzzo



Rotture improvvise a pochi giorni di distanza l’una dall’altra hanno esasperato i cittadini di 18 comuni coinvolti dalle interruzioni di erogazione idrica, dalla val di Sangro al Vastese. “Tuttavia – sottolinea il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe, in conferenza stampa a Lanciano (Chieti) – la situazione generale di quest’anno è migliore di quella dello scorso anno”.  

Per risolvere il problema delle reti fatiscenti, con oltre 50 anni di vetustà, occorrono 30 milioni di euro: da Casoli al Vastese, nella stagione estiva l’erogazione idrica è razionata soprattutto nelle ore notturne. Anche in centri della val di Sangro dove in passato non si era mai resa necessaria la chiusura. Un paradosso, se si considera la vicinanza alle sorgenti di Fara San Martino, cioè a pochi chilometri, ma il problema sono le reti.

“Facciamo fronte comune”, è l’appello del presidente Basterebbe ai sindaci che giustamente protestano. L’obiettivo è ottenere i fondi necessari, dalla Regione Abruzzo. Anche in considerazione della solidarietà dimostrata in passato dall’ambito chietino verso il teramano, con il dirottamento di diversi milioni di finanziamento.

È necessaria una nuova condotta da Casoli a Scerni così dalla sorgente di Fara San Martino si potrebbero immettere non 1.200 litri al secondo, come avviene adesso, ma 1.500; nel frattempo si continua a lavorare per l’individuazione delle perdite.

 

Sul fronte rotture dell’acquedotto est, che alimenta 18 comuni, il presidente Basterebbe ha spiegato che “riparazioni di questo tipo richiedono anche 24 ore di lavoro senza interruzioni e i nostri tecnici di Vasto e di Lanciano hanno lavorato senza sosta e li ringrazio per la loro opera”.

La Sasi Spa dispone di 2.500 chilometri di linea primaria di cui il 95 per cento è vecchio di 50 anni, “e questo non è un dato trascurabile, ma il punto nodale di tutti i problemi” dice Basterebbe. “Noi siamo i gestori – ha continuato il presidente – il controllo è della Regione e non lo dico per scaricare su altri le responsabilità, ma non possiamo essere tacciati di negligenza o di scarsa attenzione, perché nonostante la non facile situazione, stiamo facendo tutto il possibile per limitare e ridurre i problemi. Siamo consapevoli che non basta e comprendo le rimostranze dei cittadini, ma senza risorse si potrà fare ben poco. Abbiamo chiesto un incontro con il presidente della Giunta abruzzese e mi auguro che sia concreto e costruttivo, la prossima settimana intanto andremo a Vasto, la data è ancora da definire”.

In mattinata Basterebbe ha incontrato, insieme a Corrado Varrati del Cda Sasi, due esponenti della minoranza del Comune di Vasto, Davide D’Alessandro e Giuseppe Tagliente, quest’ultimo è stato sindaco, nonché consigliere regionale e presidente del’assemblea legislativa, e conosce bene i problemi legati all’approvvigionamento idrico in alcune zone e quindi la condizione in cui la Sasi è costretta ad operare. “Abbiamo convenuto che dobbiamo unire le nostre forze al di là delle appartenenze politiche – ha sottolineato Gianfranco Basterebbe – l’acqua è un bene di tutti e non ha colore politico, quindi è importante lavorare insieme per ottenere i finanziamenti necessari. Trenta milioni non sono pochi ma non è nemmeno una cifra impossibile da reperire, ci vogliono volontà e impegno. Attualmente possiamo contare sul finanziamento di 27 milioni di euro, 20 per la depurazione e 7 per le reti idriche del Vastese, ma saranno soluzioni non definitive, palliativi”.

La Sasi è “l’unico gestore a non avere il potabilizzatore – rimarca Pio D’Ippolito, responsabile dell’area operativa –. Va detto che non abbiamo creato problemi né al turismo né alle aziende. Abbiamo cercato di non penalizzare i centri costieri e, per quanto riguarda la Val di Sangro, diamo l’acqua al Consorzio industriale che ha una perdita del 40 per cento, quindi dei 26-27 litri al secondo ne utilizza la metà. Tengo pure a ribadire che non è nostro interesse interrompere l’erogazione idrica, perché con la riapertura si verificano spesso guasti e rotture come è successo qualche giorno fa a Casalbordino, stiamo davvero facendo i salti mortali per limitare i disagi”.

Sforzi e fatiche che però non serviranno a dare risposte definitive. Sono fondamentali 30 milioni di euro ed è quasi un appello accorato quello che il presidente Sasi rivolge a tutte le istituzioni: “Adoperiamoci affinché si riesca a trovare questa somma per mettere la parola fine a questa situazione, oltre 120 milioni sono stati investiti, in 5 anni, nella depurazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, segno che quando ci sono le risorse e si lavora bene gli obiettivi vengono centrati”. Dello stesso avviso è il direttore generale Giorgio Marone, il quale auspica “una sinergia e la collaborazione di tutti gli organi interessati. L’acqua è un bene primario ed essenziale. E’ un bene di tutti e tutti devono poterne usufruire”.