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Senz’acqua Vasto e San Salvo: la Sasi si appella a Regione e prefetto, chiesto stato di calamità

Agosto 28
16:54 2020

Diga di Chiauci a secco



Diga di Chiauci (Isernia): scatta l’emergenza idrica nella costa vastese.

“Richiesta urgente di calamità e priorità uso umano”: queste le parole che indicano l’oggetto della lettera inviata dalla Sasi al Prefetto di Chieti, al presidente della Regione Marco Marsilio, al vice presidente della Giunta abruzzese Emanuele Imprudente, nonché al direttore generale dell’Ersi, all’Arap e a Francesco Menna e Tiziana Magnacca, sindaci rispettivamente di Vasto e San Salvo (Chieti). Entrambi i comuni sono interessati da una vera e propria emergenza idrica.

“A seguito della riduzione della disponibilità idrica della diga di Chiauci – si legge nel documento – convogliata in distribuzione tramite il common carrier Arap Servizi, la Sasi, Ente gestore, non riesce a garantire la normale erogazione idrica nei Comuni di Vasto e San Salvo nelle zone litoranee. Non sono disponibili fonti alternative di approvvigionamento per sopperire anche alla crisi che riguarda la sorgente del Verde, già più volte rappresentata. L’interruzione della fornitura idrica a tutte le utenze delle zone di Vasto Marina e San Salvo Marina sarà immediata, dalle 14.00 di oggi, 28 agosto. Chiediamo che venga riconosciuto lo stato di calamità e di dare priorità all’uso umano della risorsa idrica. In assenza di tale provvedimento la società non riuscirà a garantire l’erogazione idrica a queste zone”.

Una riunione per fare il punto sulla disponibilità della diga di Chiauci era stata chiesta dall’Arap il 21 agosto scorso e la Sasi in più occasioni, l’ultima volta il 25 agosto scorso, aveva disegnato il quadro della situazione, con tutte le difficoltà e criticità.

“Sono giorni che sollecitiamo gli organi preposti proprio con l’obiettivo di evitare che la condizione già difficile precipitasse – commenta il presidente Gianfranco Basterebbe, che non nasconde la preoccupazione – purtroppo quello che si temeva si è verificato con la conseguenza di rubinetti a secco in due località di mare che in queste settimane contano numerosi turisti e villeggianti. Rimasti già senz’acqua, con l’inevitabile, prevedibile e comprensibile coro di proteste, ma la Sasi ha fatto e sta facendo tutto quanto è nelle proprie possibilità e competenze per ridurre questo disagio. Mi auguro di avere presto notizie e che la nostra richiesta venga al più presto accettata”.

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