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Sevel: preoccupazioni Fiom Cgil, si teme la fuga di 50mila furgoni in Toyota

Marzo 15
19:42 2021

E la Polonia attrae



La Regione Abruzzo assente sulla politica industriale: nel contributo al rilancio del Paese, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, non c’è niente che riguardi il futuro del settore. E’ quanto denuncia la Fiom Cgil, tramite il segretario regionale Alfredo Fegatelli.

Ombre e incertezze si affastellano in particolare sul futuro dello stabilimento più grande d’Abruzzo, in val di Sangro. “Il nuovo gruppo Stellantis è di fatto guidato dai francesi PSA con Tavares – dice Fegatelli – che ha già avviato la ristrutturazione anche in Sevel, lasciando a casa i lavoratori somministrati e riducendo le ore di lavoro ai servizi di pulizia”.

“Tre aziende della Val di Sangro sono già state invitate a investire in Polonia”, rivela al Tgmax la Fiom. “Sicuramente si svilupperà un indotto automotive per abbattere i costi dei fornitori e si aprirà la competizione tra territori, Atessa e Gliwice, dove si produrranno anche i furgoni maxi”.

Le preoccupazioni trovano conferma per ora nel documento di 700 pagine che Stellantis ha presentato negli Usa (Chrysler) e intercettato dal sindacato che lo ha tradotto dal francese: la parola d’ordine è ristrutturazione. “Non c’è niente, invece, in merito alla produzione di un nuovo furgone da immettere sul mercato”, si parla solo di ennesimo “restyling”.

Agli amministratori regionali le tute blu della Cgil rimproverano “un territorio non competitivo né come infrastrutture né per la logistica”. La Regione Abruzzo non interviene, il dibattito politico è assente.

Dal Pnrr emergono finanziamenti di vecchi progetti “mentre noi abbiamo bisogno di nuovi progetti di transizione. In Germania – un esempio – si sta lavorando molto al diesel ma da noi non si fa ricerca” aggiunge il segretario Fiom, rammentando la  scommessa persa a causa della politica del Campus automotive.

Neppure l’aumento produttivo della fabbrica dei record annunciato per il 2021 convince Fegatelli, che commenta “Siamo nella fase di raschiamento del barile. Il 2023 è alle porte e c’è il rischio che la produzione di 50mila furgoni verrà spostata in Toyota, in base al recente accordo di cui però non sono stati ancora resi noti i dettagli”.

L’analisi della Fiom

“L’Abruzzo è una delle principali regioni manifatturiere d’Europa. Il sistema produttivo della Regione Abruzzo è settimo in Italia per specializzazione industriale, settimo per incidenza delle esportazioni sul PIL, in particolare sull’automotive. La Val di Sangro, oggi, è il vero cuore pulsante della provincia di Chieti ma più in generale dell’Abruzzo – dice la Fiom -. Mentre si stava costruendo il nuovo gruppo, sia FCA che PSA stavano rafforzando la propria presenza in Polonia forti di accordi pluriennali con il governo polacco che garantisce finanziamenti. Proprio questo campanello d’allarme in un’area industriale che dipende quasi esclusivamente dai colossi dell’automotive deve far aprire necessariamente una riflessione in tutto il sindacato, nella politica e nelle istituzioni del territorio. Una classe politica lungimirante dovrebbe avviare immediatamente un ampio confronto per prevenire quello che potrebbe accadere in futuro o sta già accadendo. Intervenire quando tutto è definito – conclude Fegatelli – è inutile. Soprattutto in questo periodo dove attraverso il Recovery Plan è possibile prevedere degli investimenti che devono portare ad una transizione così come ci chiede l’Europa”.