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Sevel prosegue con Psa, Marchionne rinuncia alla call

ottobre 05
13:01 2017

Sevel prosegue con Psa, l’ad di Fca Sergio Marchionne rinuncia alla call. 

La notizia giunge dalla Rsa Fim Cisl, che tira un sospiro di sollievo. “Lo stabilimento Sevel è e continuerà ad essere italofrancese”, dicono i sindacalisti. “La Rsa Fim Cisl raccoglie positivamente la scelta di Fca, poiché pensa che questo significhi dare una prospettiva certa al territorio e ai lavoratori attualmente impiegati, che possa offrire riscontri positivi in termini occupazionali”. 

La Rsa Fim Cisl chiede, quindi, “da subito l’apertura di un tavolo al fine di analizzare la produzione dell’anno in corso e le prospettive future”.



Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl

Nel frattempo, da Torino, giungono notizie positive sulla crescita della produzione negli stabilimenti italiani di Fca nel terzo trimestre dell’anno: l’incremento – secondo i dati della Fim Cisl – è del 3,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 (21.500 unità in più, 22.744 se si considera anche la Sevel). A trascinare la crescita sono Cassino e Mirafiori con Stelvio e suv Levante, che compensano la flessione di Melfi dove è stata chiesta la cassa ordinaria anche sulle linee della Jeep Renegade e della Fiat 500X. “La tendenza è quella di superare 1 milione di vetture prodotte anche nel 2017”, spiega Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim, che sottolinea anche il forte calo del numero di lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali, da 6.400 a 2.900, con una riduzione delle ore di cassa integrazione da circa 32 milioni del 2013 a 2,9 milioni dei primi 6 mesi 2017. Cresce la quota di vetture del segmento medio-alto: rappresentava il 20 per cento dei volumi nel 2012, è salita al 59 per cento nel 2016 e ha superato il 62% nei primi nove mesi del 2017.

Sergio Marchionne, ad Fca, in visita allo stabilimento Sevel, 9 luglio 2013.

L’obiettivo della piena occupazione entro la fine del 2018 di tutti gli oltre 56.000 lavoratori in Italia di Fca, “pur essendo molto vicino, difficilmente verrà raggiunto” commenta Uliano. “Siamo lontani dai periodi bui del 2014 quando il 40 per cento dei lavoratori usava gli ammortizzatori sociali, mentre oggi la percentuale è dell’8 per cento”, spiega il segretario Fim che chiede di proseguire sulla strada degli investimenti. A rendere improbabile l’obiettivo più volte indicato dall’ad Sergio Marchionne, secondo Uliano, è la mancanza di alcuni tasselli: il lancio della vettura premium a Pomigliano, quello della seconda vettura a Mirafiori, la cassa integrazione a Melfi. Il segretario della Fim ricorda che nel periodo 2014-2016 ci sono state oltre 3.000 assunzioni, che hanno interessato Melfi e Cassino, mentre restano gli ammortizzatori sociali a Mirafiori e Pomigliano.