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Sindaco Biondi si dimette, L’Aquila merita rispetto: non arrivano 10 milioni dallo Stato per chiudere il bilancio

marzo 14
21:34 2019

E imperversa la crisi in maggioranza



 

 

L’Aquila: il sindaco Pierluigi Biondi si dimette, mancano trasferimenti di fondi dallo Stato per chiudere il bilancio.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia), ha dapprima tracciato un bilancio “positivo” dei 20 mesi di amministrazione e poi si è dimesso dall’incarico, formalizzando nel pomeriggio le dimissioni davanti al segretario generale. 

Non sono disposto a mettere le mani in tasca né a imprese né a cittadini senza il trasferimento dei fondi dallo Stato per i mancati incassi del Comune – ha spiegato in conferenza stampa – non voglio aumentare le tasse e fare l’esattore. Mi è stato assicurato il trasferimento, ma non è sufficiente. Ho avvisato il sottosegretario Crimi molto disponibile e uomo di ascolto. Ma non è sufficiente per portare a casa il risultato. Sarà il commissario a gestire questa fase. Lo devo alla mia coscienza, alla mia educazione e alla città. L’Aquila merita rispetto dal livello locale a quello nazionale. Spero la scelta serva a scuotere le coscienze a tutti i livelli – conclude Biondi – soprattutto dopo aver vissuto il dramma del terremoto. Al termine di questo mio appello alle forze politiche locali e nazionali sono disposto a parlare con tutti“.

“Nella Struttura di missione questi fondi sono bloccati per cavilli burocratici che appaiono incomprensibili – dice Biondi – e che impediscono di assumere a tempo determinato un contingente di presone da dedicare alla ricostruzione pubblica, scuole, cimiteri, beni monumentali, reti viarie e tutto quello che deriva dalla delibera 48/2016 del Cipe”.

“Io reclamo questa nuova programmazione – spiega Biondi – perché la programmazione della Delibera 48 serve a fare il punto del fabbisogno, almeno per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, per l’annualità 2019 e per la triennalità 2019-2020-2021. Perché nel 2020, forse a qualcuno sfugge, terminerà l’annualità di finanziamento della Legge di stabilità (190/2014) che stanziava 5 miliardi e 100 milioni di euro per tutte le attività della ricostruzione. Attualmente sono disponibili circa 1 miliardo e 800 milioni – precisa Biondi – fondi provvisori, perché fra l’altro non è stato fatto un aggiornamento della relazione annuale al Parlamento che è ferma all’anno 2017 e che è stata redatta nel giugno 2018″.

Inoltre, prosegue il sindaco dimissionario, ci sono problemi anche per l’impegno dei fondi del 4 per cento, i fondi per lo sviluppo socio-economico. “Non possiamo interrompere il flusso al 2020, perché nella fase in cui magari la città dell’Aquila sarà ad un punto abbastanza avanzato di ricostruzione, perlomeno quella privata, avremo la necessità di utilizzare queste risorse in maniera più efficace rispetto al passato, per sostenere la ripresa delle problematiche che molti sottolineano anche all’amministrazione comunale”. Tra i fondi del 4 per cento, sottolinea Biondi, “c’è anche la quota di 8 milioni necessari per finanziare il piano di sviluppo del Gran Sasso, alla luce del progetto definitivo o esecutivo fatto dal Provveditorato alle Opere pubbliche. Tra questi c’è l’albergo di Campo Imperatore (3 milioni di euro)”. 

C’è anche la battaglia sulle tasse, “a luglio – dice Biondi – si tornerà di nuovo alla scadenza rispetto alla produzione della documentazione attestante il nesso di causalità tra danno subito e beneficio ricevuto: e non ci sono notizie in tal senso, neanche relativamente all’innalzamento della soglia del de minimis. Questo significa che se non si interviene rapidamente e prima che la commissione Europea decida di aprire la procedura di infrazione, multando l’Italia, bisogna trovare la soluzione. Altrimenti decine e decine di aziende di questo territorio si vedranno costrette a restituire in un’unica soluzione, e maggiorata degli interessi, tutta la quota di beneficio eccedente i 200 mila euro del de minimis per cui non è dimostrabile il nesso di causalità: danno economico al tessuto economico e danno occupazionale. Una vicenda su cui, negli anni passati, chi mi ha preceduto sia a livello comunale sia regionale ha dormito sonni beati”.

“Poi c’è il dato locale – dice Biondi in conferenza stampa – che non è meno importante: perché una città che vive queste difficoltà merita di essere amministrata con l’attenzione, la responsabilità, il senso del dovere e la sensibilità che si deve ad una città ferita. Una città in cui è in corso, da quasi due anni a questa parte, un percorso di rinnovamento – sottolinea Biondi – un percorso difficile, che noi sapevamo essere molto complesso perché doveva disincrostare rispetto alle situazioni che abbiamo trovato, alla politica degli annunci fatti mai seguiti dai fatti, iniziative che si sono rivelate libro dei sogni o scatoloni vuoti”.

“Sono stati stabilizzati gli operai del Comune che rischiavano di andare a casa con il jobs act, inseriti in pianta organica i vincitori del cosiddetto Concorsone, abbiamo fatto un turn over di circa un terzo delle persone assunte per dedicarsi a tutte le vicende della ricostruzione, l’accordo attuativo per la caserma Rossi su cui c’era nulla – ribadisce Biondi – una delibera di giunta mal scritta che non aveva avuto alcun seguito, il progetto di riqualificazione per l’area San Basilio da oltre 40 milioni di euro, il concorso di idee per Porta Barete, le delibere di riforma delle società partecipate con il controllo analogo, l’atto di indirizzo e la previsione di indennità per gli amministratori unici sulla base del conseguimento degli obiettivi, il piano per l’edilizia cimiteriale su cui non c’era nulla, il piano per l’assetto dell’edilizia scolastica (fermo al 2015) – prosegue il sindaco – sono stati attivati i codici unici di progetto e nomina dei Rup dove mancavano”. E ancora, per quanto riguarda le scuole, “l’emendamento fatto approvare in parlamento e l’accordo che il comune ha stipulato, unico nel cratere, con il provveditorato Opere pubbliche e con l’Autorità nazionale anti corruzione per utilizzare le procedure speditive per la ricostruzione delle scuole”.

“Per tutto questo e per tutto quello che c’è da fare, che è molto di più, c’è bisogno di un sindaco e di una giunta nella pienezza delle proprie funzioni e delle deleghe che gli sono conferite e di un consiglio che sappia supportare indirizzare e quando serve anche a correggere, senza pregiudizi e senza giochi di posizionamento, che seppur facenti parte della dialettica politica, generano cattive interpretazioni nella cittadinanza che vive ancora moltissimi problemi e che non comprende appieno certe questioni e che vorrebbe anche, probabilmente, uno stile diverso e una sobrietà istituzionale diversa. Ed è una indicazione che riguarda in primis il sottoscritto”.

“Ma la cosa più importante è garantire la sopravvivenza del Comune dell’Aquila a condizioni dignitose. E oggi senza fondi per il riequilibrio del bilancio comunale non siamo in grado né di garantire servizi né di garantire la giusta attenzione alle difficoltà che questa città vive”.

“Non sono disposto né a mettere le mani nelle tasche delle imprese e delle famiglie aquilane, perché il mancato trasferimento significa taglio dei servizi e aumento delle tasse, né sono disposto a fare l’esattore per conto terzi. Voglio che questa comunità sia rispetta a qualsiasi livello, dal basso e dall’alto. Se non arrivano i fondi per il riequilibrio di bilancio, farò fare questo lavoro al commissario”.

“Ho una reputazione e una dignità da difendere”.

QUI la conferenza stampa di Biondi a Palazzo Fibbioni.

Nel frattempo si è aperta la crisi in seno alla maggioranza di centrodestra, che governa il capoluogo di regione. La spaccatura è diventata ufficiale ieri, quando tutti i consiglieri della coalizione, eccezion fatta del consigliere di Forza Italia, Maria Luisa Ianni, hanno disertato la seduta del Consiglio comunale in aperta polemica con il primo cittadino: “reo”, secondo i dissidenti, di aver nominato nel ruolo di vicesindaco il consigliere comunale dell’Udc Raffaele Daniele, senza coinvolgere la maggioranza.

Biondi ha venti giorni di tempo per ritirare le dimissioni.

La nomina del vicesindaco è avvenuta nelle scorse 24 ore, dopo la seduta di insediamento del nuovo consiglio regionale che vede nella giunta del neo governatore Marco Marsilio anche il suo ormai ex vicesindaco Guido Quintino Liris (Fratelli d’Italia), delegato al Bilancio, Sport e altro. Ma ci sono anche altri esponenti della maggioranza di Biondi che lasciano Palazzo di città per l’Emiciclo: l’assessore comunale Emanuele Imprudente (Lega), il più votato nella lista provinciale aquilana, è stato nominato da Marsilio vice presidente della giunta regionale, con deleghe all’Ambiente e all’Agricoltura. Al consiglio regionale è stato eletto anche il consigliere comunale di maggioranza Roberto Santangelo, in quota Azione Politica, ora vicepresidente dell’Assemblea.  Ancor prima dell’appuntamento elettorale del 10 febbraio scorso, anche l’assessore comunale Luigi D’Eramo (Lega) aveva preso un’altra direzione, con l’elezione alla Camera dei deputati. Inoltre, non sono mancate le revoche da parte dello stesso primo cittadino nei confronti di due assessori: l’ultima in ordine di tempo, a febbraio scorso, è stata Sabrina Di Cosimo, che ha seguito l’allontanamento di Anna Lisa Di Stefano nei mesi precedenti. 

Oggi il sindaco è stato attaccato dal capogruppo di FdI, Giorgio De Matteis, che ha chiesto l’azzeramento della giunta e un rimpasto di uomini e deleghe.

In serata la nota del coordinamento cittadino del partito del sindaco, Fratelli d’Italia: «Ribadiamo fiducia e sostegno al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e condivisione per il lavoro svolto in questi primi due anni di mandato visto il raggiungimento di obiettivi inopinabili registrati in molti ambiti. Non è un sindaco rinchiuso nei suoi uffici, ma un uomo del popolo che sa farsi rispettare e apprezzare tanto da sovvertire, dopo un primo turno in netto svantaggio, il risultato delle amministrative del 2017, merito di capacità di dialogo, di qualità politica e della reputazione guadagnata sul campo a capo di uno dei comuni più colpiti dal sisma. Integerrima la sua condotta in tredici anni di sindacatura a Villa Sant’Angelo dove, pur gestendo risorse importanti, non è stato sfiorato da indagini, sospetto o chiacchiere. Un uomo che ha inteso la politica come servizio alla comunità e non come tornaconto personale, per i propri amici o famigliari. Fratelli d’Italia si augura che le forze partitiche locali e che il governo nazionale mostrino, nel momento così delicato già tratteggiato, il senso di responsabilità auspicato dal primo cittadino dell’Aquila».