Telemax

Articoli

Siringhe, fazzoletti insanguinati e rifiuti nell’ospedale di Pescara, la denuncia di Pettinari

luglio 01
21:08 2017

“Siringhe con gli aghi ancora inseriti, fazzoletti insanguinati, perché probabilmente i tossicodipendenti si nascondono lì per iniettarsi in endovena l’eroina. Ricette rosse per l’acquisto di farmaci da prescrizione medica buttate ed impolverate con tanto di timbro firma e nome del paziente. Rifiuti, sporcizia, una bici arrugginita”. E’ la denuncia del consigliere regionale Domenico Pettinari, M5s, vice presidente della Commissione Sanità a Palazzo Emiciclo. 

“Tutto questo – prosegue nella denuncia all’opinione pubblica – sotto gli occhi vigili di alcune telecamere con tanto di dicitura zona sottoposta a video sorveglianza. 

Tutto è accessibile al pubblico, dice Pettinari ai cronisti, illsutrando con foto quello che “Sembrerebbe il racconto di una zona di guerra ma siamo a Pescara, all’interno dell’Ospedale civile, nella zona della Dirigenza, a due passi proprio da quegli uffici Asl preposti al controllo della salubrità dei locali pubblici e alle condizioni igieniche della città”.

Davanti a questo scenario, Pettinari chiede “le dimissioni del Direttore Generale e l’intervento immediato dell’organo politico che lo ha nominato: la Giunta Regionale a guida PD”.

“Delle due l’una – prosegue il consigliere regionale – o i vertici aziendali non sapevano nulla (e non si spiegherebbe dato che si tratta di strutture di proprietà a pochi passi dalla direzione) o, ancora peggio, sapevano e non hanno fatto nulla”.

“Come mai la Asl – si chiede Pettinari – avendo questo palazzo di proprietà che poteva essere ristrutturato per allocare uffici amministrativi ed alcuni reparti, ha preferito acquistare la palazzina esterna in via Rigopiano dal privato anch’essa fatiscente? Se in entrambe e’ necessario intervenire con una ristrutturazione, sicuramente utilizzando quella già di proprietà Asl, si sarebbero risparmiati i 3 milioni di euro per l’acquisto, invece si è scelta la strada più costosa. Come dovremmo definire questo atteggiamento se pensiamo anche che il Presidente di regione mi ha chiesto 200 mila euro di risarcimento danni perché , a suo dire, avrei leso la sua immagine nel denunciare l’acquisto della palazzina definendolo uno spreco di risorse pubbliche?”.