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Spostamento del terminal bus Tiburtina, la protesta dell’Abruzzo va in scena a Roma

novembre 12
15:56 2018

Cinquemila pendolari abruzzesi al giorno



Roma: il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, e l’assessore regionale ai trasporti del Lazio, Massimiliano Valeriani, durante la conferenza stampa sul trasferimento del terminal bus Tiburtina.

C’è anche la Regione Lazio e ci sono anche i residenti dei quartieri romani di Tiburtina e Anagnina a difendere il terminal del trasporto biregionale, interregionale e internazionale nella capitale: la protesta contro il trasferimento della stazione degli autobus dall’attuale localizzazione alla periferia sud-est di Roma è andata in scena nel piazzale antistante il terminal.

“E’ necessario migliorare, incentivare e intensificare i collegamenti tra Abruzzo e Lazio – ha esordito il presidente vicario Giovanni Lolli, incontrando la stampa -. Il collegamento tra Roma e l’Abruzzo ha un valore strategico. Chiediamo alla giunta capitolina di rivedere il provvedimento – prosegue Lolli -. Le scelte infrastrutturali e logistiche devono essere concordate per renderle coerenti con i processi di sviluppo in atto coinvolgendo istituzioni, aziende, associazioni e tutti i soggetti interessati”.

Roma: conferenza stampa a Tiburtina.

Alla conferenza stampa, concordata con la Regione Lazio, sono intervenuti diversi sindaci abruzzesi, parlamentari, rappresentanti sindacali, della società di trasporto regionale Tua e di Tibus, comitati di cittadini e lavoratori.

Presente anche l’assessore regionale ai Trasporti del Lazio, Massimiliano Valeriani, che ha sottolineato come le due Regioni siano unite in questa battaglia. 

Per la S.p.A Tibus, che riunisce i più grandi vettori del centro sud, sono intervenuti Tullio Tulli, direttore Anav, associazione nazionale di categoria dei vettori privati, e Gianni Di Vito: secondo i vertici Tibus, società che gestisce l’autostazione dal 1995, i pendolari abruzzesi sono cinquemila al giorno.

Per i vettori privati abruzzesi, soci Tibus, sono intervenuti Agostino Ballone, presidente Baltour, e Alfonso Di Fonzo, presidente della Di Fonzo S.p.a. 

C’era anche il consiglio comunale dell’Aquila, che si è riunito, simbolicamente, a Roma, con il vice sindaco Guido Quintino Liris, per approvare una mozione. 

Presenti alla conferenza stampa, tra gli altri, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Lorenzo Berardinetti, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola, delegato ai Trasporti, e Pierpaolo Pietrucci, il  sindaco di Pescara Marco Alessandrini, il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, i parlamentari Gaetano Quagliariello, Stefania Pezzopane e Marco Marsilio.

La scelta della giunta Capitolina, assunta con deliberazione numero 189 del 16 ottobre scorso, di spostare il capolinea dei bus da Tiburtina ad Anagnina, determinerebbe un peggioramento a danno non solo delle migliaia di pendolari abruzzesi ma anche di tutti coloro che da altre destinazioni raggiungono Roma.

Con lo spostamento ad Anagnina, è stato detto, si allungano di molto i tempi per arrivare a Termini o per raggiungere lo snodo ferroviario o altre destinazioni, con allungamento degli orari di percorrenza. “Con questa decisione Roma tornerebbe indietro di decenni sulla pianificazione dell’intermodalità – spiega al Tgmax il presidente di Tua S.p.A. Tullio Tonelli -. A Tiburtina esiste già l’integrazione della mobilità con bus/treno/metropolitana, ma l’amministrazione capitolina vuole smantellarla, a tutto vantaggio del traffico privato che andrebbe a congestionare ancor di più il traffico in città”. 

“Proprio mentre Abruzzo e Lazio lottano per la sicurezza e la accessibilità economica dei pedaggi autostradali – aggiunge Lolli – viene sottratta anche la possibilità di muoversi da e verso Roma in tempi accessibili, attraverso il servizio degli autobus”.

E sul carattere transitorio dello spostamento dell’autostazione ad Anagnina, “risulta infondato – dice Lolli -. L’annuncio dell’amministrazione Raggi sul carattere ‘transitorio’ rischia piuttosto di produrre lunghi contenziosi e determinare tempi lunghi ed oneri di progettazione per realizzare le opere ad Anagnina, senza incidere sulla valorizzazione e qualificazione del terminal Tiburtina. Il tutto finirà per gravare sulle condizioni di viaggio e di lavoro dei pendolari”.

Anche le prospettive del sistema di infrastrutture per l’economia, il turismo, i servizi a favore dei cittadini e delle imprese ne risentiranno pesantemente.
“Da tempo – ha proseguito il presidente Lolli – lavoriamo a un progetto che mira a rafforzare il collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno. In questa direzione va la sottoscrizione del protocollo d’Intesa tra la Autorità Portuale abruzzese e il porto di Civitavecchia. Il collegamento con Roma è funzionale anche ai tanti romani che hanno scelto di vivere in Abruzzo e di lavorare a Roma e per le stesse strategie di turismo”.

“Le nostre economie sono intrecciate – conclude Lolli -. L’Abruzzo ha rinnovato il suo impegno di recente a farsi carico di una cospicua parte dei rifiuti urbani prodotti dalla città di Roma, in uno spirito solidale e collaborativo tra istituzioni”. 

I numeri dell’autostazione Tiburtina

A Tiburtina transitano 8 milioni di viaggiatori ogni anno, vi operano 103 società di trasporto, vi si muovono circa 900 autobus giornalieri tra arrivi e partenze. Chi arriva a Tiburtina può agevolmente accedere sia alla metropolitana sia alla stazione ferroviaria divenuta nel 2011 hub dell’alta velocità nel sistema nazionale dei trasporti.

“L’Abruzzo dice no allo spostamento – ribadisce Lolli -. Siamo disponibili a colloquiare con il Comune di Roma, a sederci intorno ad un tavolo per trovare insieme soluzioni alternative”.