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Trabocchi ristoranti: Italia Nostra denuncia, è un cambio di destinazione d’uso

giugno 02
16:24 2019

“Come attici sul mare”



Dice no ai trabocchi trasformati in ristoranti Italia Nostra, che ha inviato alla Regione Abruzzo un dossier tecnico sulle antiche macchine da pesca, lungo la costa dei trabocchi.

L’architetto Pierluigi Vinciguerra, presidente della sezione di Lanciano, dice al Tgmax: “I trabocchi non sono stati realizzati per la ristorazione”.

Uno dei trabocchi lungo la costa della provincia di Chieti.

Note Tecniche sulla incolumità statica e sicurezza pubblica, a cura di Italia Nostra Lanciano

Le superfici di ampliamento previste per i trabocchi da destinare  a ristorazione equivale ad un vero e proprio cambio di destinazione d’uso, non solo, ma ad un cambio sostanziale da un punto di vista strutturale anche perché il trabocco era concepito e strutturato dai nostri pescatori/contadini  come una macchina da pesca per poter ospitare un massimo di 8/10 persone , mentre oggi ospita mediamente dalle cinquanta  alle 80 persone per arrivare anche a punte di 100/120 persone .

Attualmente la legislazione italiana per le strutture di ristorazione ha  introdotto ed  adottate normative restrittive dal punto di vista strutturale ovvero quella dei carichi accidentali (es. le attuali norme delle Norme tecniche per le costruzioni NTC 2018 danno per sovraccarichi accidentali per edifici di civile abitazione pari a 200 kg/mq; carichi per affollamento previsti in 400 Kg/mq),  a questi carichi accidentali chiaramente vanno aggiunti i carichi permanenti non previsti assolutamente dai vecchi nostri traboccanti,  come tavoli, sedie, dispense, cucina, frigo, congelatore, ecc.

Sempre nell’ambito delle verifiche strutturali non bisogna dimenticare le verifiche puntuali delle connessioni tra elementi strutturali lignei e metallo:  queste verifiche sono soddisfatte? Il piano di manutenzione come viene eseguito per rispettare le norme della pubblica incolumità? In ultima analisi bisogna considerare che i trabocchi sono caratterizzati da uno schema statico ben concepito dai nostri vecchi pescatori-contadini per un determinato carico da 8-10 persone ad un massimo di 15-20, soddisfacendo le verifiche di calcolo sia a livello globale che puntuale con le normative attuali; mentre modificando la superficie nonché i carichi accidentali e permanenti questo comporterebbe inevitabilmente modifiche sostanziali agli schemi strutturali, verticali e orizzontali con una maggiorazione sulle connessioni, alterando inevitabilmente e definitivamente  l’architettura del vecchio trabocco.

Ci si chiede: a livello di calcolo ingegneristico ovvero strutturale si può verificare la staticità di un trabocco? Si può verificare ma a condizione di stravolgere completamente la originaria struttura del trabocco stesso.

Altra importante considerazione è che il nostro territorio abruzzese è stato classificato zona sismica per la totalità della superficie a partire dal 2006. La costa litoranea dei trabocchi è classificata di terza categoria.

Alla luce di quanto sopra enunciato, i trabocchi attualmente dal punto di vista strutturale sono adeguati alle norme attuali sismiche per la incolumità dei futuri presenti?

Le verifiche degli elementi strutturali portanti principali e secondarie nonché le strutture in fondazione che sicurezza danno?

Parlando sempre di sicurezza, non bisogna dimenticarsi del piano di gestione delle emergenze. Difatti, una struttura avente superficie di 200 mq deve assicurare in caso di emergenze (eventi sismici, forte burrasca improvvisa, ecc.) un giusto deflusso degli utenti come previsto dalle norme di prevenzione incendi che regolano le attività di ristorazione dei locali aperti al pubblico (Leggi Nazionali).

Per ultimo, da non sottovalutare che tutta la costa è sottoposta a rischio frana ovvero a dissesto idrogeologico come si evince dalla cartografia PAI della Regione Abruzzo.

Povera Regione Abruzzo! Quanto prima qualche politico proporrà la sostituzione dei trabocchi in strutture in cemento armato.