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Tre anni dopo Vasto ricorda lo spiaggiamento dei capodogli a Punta Aderci

settembre 12
11:16 2017

Vasto: a tre anni dallo spiaggiamento dei capodogli a Punta Aderci, l’amministrazione comunale fa il punto sui pericoli per gli animali marini provocati dall’inquinamento e dalla pesca a strascico.



Il 12 settembre è “Una data –ha detto Paola Cianci, vicesindaco e assessore alle Politiche ambientali e del territorio – destinata a restare impressa nella memoria della nostra città, che si è contraddistinta per lo spirito di collaborazione manifestato dalle istituzioni, dai tanti cittadini e cittadine che con il loro intervento e spirito di solidarietà hanno consentito di limitare gli effetti negativi di un evento tragico dal risultato straordinario senza precedenti”. Quattro capodogli spiaggiati su sette sono stati salvati e riportati in mare, erano lunghi 12 metri con un peso di 11 tonnellate.

“Il lavoro di squadra – sottolinea il vicesindaco Cianci – è stato il protagonista assoluto: dalla task force del ministero dell’Ambiente all’intervento immediato sul campo dell’allora sindaco Luciano Lapenna e dell’assessore all’Ambiente Marco Marra, del sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca, della gestione della Riserva (la cooperativa Cogecstre con la responsabile Alessia Felizzi, per noi un presidio di tutela e controllo della Riserva), della capitaneria di porto, della protezione civile, dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste, del nucleo subacqueo di San Benedetto del Tronto, dell’Università di Padova, dei cittadini vastesi i quali, tutti insieme, si sono uniti in un lungo applauso liberatorio che ha accompagnato anche l’ultimo cetaceo verso il largo”.

“In questi anni – ha aggiunto Paola Cianci – abbiamo ricordato la giornata del 12 settembre 2014 attraverso tante iniziative, è stato un giorno indimenticabile per la nostra comunità ma, soprattutto, è diventato anche da stimolo ad aprire una riflessione sulle concause che hanno provocato quello spiaggiamento, e più in generale lo spiaggiamento delle specie protette come le numerose tartarughe rinvenute sulle nostre coste negli ultimi anni, e diventa inevitabile affrontare anche il discorso dello stato di salute del mare che continua ad essere meta appetibile per attività impattanti come la petrolizzazione”.

Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei ha evidenziato che il 90% delle cause di spiaggiamento sono la piccola pesca e quella a strascico e i rifiuti plastici in mare. “Come centro recupero –ha spiegato Vincenzo Olivieri- siamo intervenuti diverse volte per salvare tartarughe che sono vittime di impigliamento”.

“Quest’anno – ha continuato Giuseppe Torzi, direttore del dipartimento prevenzione della Asl – c’è stato un piccolo aumento, ma non ci sono campanelli d’allarme”.

“I rifiuti nella Riserva Naturale di Punta Aderci – ha detto Alessia Felizzi, responsabile della Cooperativa Cogecstre – sono una delle problematiche che affrontiamo quotidianamente e per questo oggi abbiamo fatto vedere una serie di immagini di quello che il mare ci restituisce nella Riserva. I ragazzi della Cooperativa Matrix ci aiutano nella raccolta manuale dei rifiuti spiaggiati”.

“La Costa dei Trabocchi – ha concluso il biologo Dario D’Onofrio – è popolata da una moltitudine di organismi, spugne e anche di coralli e un’alga rossa che si temeva fosse andata persa”.

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